Via libera dalla Corte di Cassazione al Referendum "No Triv": adesso si vota ma basterà?

Accolti i sei quesiti referendari formulati e deliberati dai Consigli regionali di Basilicata, Abruzzo, Marche, Campania, Puglia, Sardegna, Veneto, Liguria, Calabria e Molise

Via libera dalla Corte di Cassazione al Referendum "No Triv": adesso si vota ma basterà?

VIA LIBERA DELLA CORTE DI CASSAZIONE AL REFERENDUM "NO TRIV". Con due ordinanze adottate ieri, 26 novembre 2015, la Corte di Cassazione ha accolto i sei quesiti referendari così come formulati e deliberati dai consigli regionali della Basilicata, dell'Abruzzo, delle Marche, della Campania, della Puglia, della Sardegna, del Veneto, della Liguria, della Calabria, del Molise. 

I quesiti hanno ora la seguente ufficiale denominazione:

«Primo quesito referendario. Attività di prospezione, ricerca, coltivazione di idrocarburi e stoccaggio sotterraneo di gas naturale. Abrogazione delle norme sull'attribuzione del carattere di interesse strategico, di indifferibilità ed urgenza delle opere relative, nonché del vincolo preordinato all'esproprio dei beni in esse ricompresi»

«Secondo quesito referendario. Piano ministeriale, previa intesa con la conferenza unificata, per le attività di prospezione, ricerca, coltivazione di idrocarburi e stoccaggio sotterraneo di gas naturale. Abrogazione sia della limitazione dell'intesa alle attività su terraferma, sia della disciplina prevista per la mancata intesa (recante una procedura semplificata per l'esercizio del potere sostitutivo) e per rilascio di titoli abilitativi nelle more di adozione del piano»

«Terzo quesito referendario. Titolo concessorio unico per le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi. Abrogazione della disciplina della sua prorogabilità»

«Quarto quesito referendario. Autorizzazioni, previa intesa con le Regioni, rilasciate per le opere strumentali allo sfruttamento degli idrocarburi. Abrogazione della disciplina prevista per la mancata intesa e recante una procedura semplificata per l'esercizio del potere sostitutivo»

«Quinto quesito referendario. Mancata intesa con le Regioni sugli atti inerenti alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Abrogazione della disciplina recante, in tal caso, una procedura semplificata per l'esercizio del potere sostitutivo».

«Sesta richiesta referendaria. Divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in zone di mare entro dodici miglia marine. Abrogazione della norma di esenzione da tale divieto per i procedimenti concessori in corso al 26 agosto 2010 e per i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi a titoli abilitativi»

Le ordinanze verranno ora comunicate al Presidente della Repubblica, al Presidente della Corte costituzionale, ai Presidenti delle Camere e notificate entro cinque giorni ai delegati dei dieci consigli regionali proponenti.

Sui quesiti dovrà pronunciarsi ora la Corte costituzionale.

Enzo Di Salvatore

venerdì 27 novembre 2015, 19:19

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