Turn over? Ma smettetela!

La domanda: perchè Cardelli e Cazzaniga si sono dimessi? Risposta: perchè il sindaco di Pescara non conta

Turn over? Ma smettetela!

NON CONVINCE NESSUNO - La domanda è molto semplice: ma perchè si sono dimessi? La motivazione ufficiale è stata: "Perché avevamo stabilito un turn over in giunta per dare spazio a tutti", come ha spiegato il leader di Pescara Futura, Carlo Masci. Ma a noi la cosa puzza. Ha senso, secondo voi, che un assessore comunale resti in carica solo 10 mesi, com'è accaduto a Barbara Cazzaniga, che ha rimesso la propria delega al commercio? Già si può capire di più l'uscita di scena di Stefano Cardelli (commercio), che è durato dal giugno 2009 aoggi. Ma la Cazzaniga proprio no. Non sarà che in mezzo c'è il solito giro di poltrone? I soliti giochi di potere? Masci e Mascia si sono affrettati a dire che no, loro non pensano a queste cose, loro intendono la politica come una cosa nobile, loro di qua e loro di là. Ma a noi la cosa puzza (e sono due). Siamo già a 6 cambi di assessori in giunta nell'arco di appena 2 anni.

LA PAROLA DEL SINDACO - Queste le parole del sindaco:"Cardelli e Cazzaniga sono stati straordinari, insieme abbiamo fatto crescere Pescara, abbiamo iniziato un cammino che, sono certo, proseguiremo anche se i due amici hanno deciso di tornare a fare gli imprenditori. Ma il legame creato non si spezzerà. Ovviamente le loro dimissioni non sono il preludio per un rimpasto di giunta ("ovviamente", ndr), ma sono una vicenda interna a Pescara Futura. Ora approfitteremo dell'ultimo ponte festivo, a cavallo tra l'Epifania e il fine settimana, per effettuare un'ulteriore riflessione sui nomi che Pescara Futura mi dovrà fornire per scegliere i due nuovi assessori e conto per lunedì prossimo di assumere una decisione". 

L'OPPOSIZIONE DURA - Il segretario del Pd, Stefano Casciano, ci è andato giù pesante: "Entrambi gli assessori uscenti nel corso di questi mesi hanno fallito gli obiettivi che hanno quotidianamente annunciato e rivendicato più volte anche nei confronti delle categorie interessate. Hanno entrambi assistito, senza alcun intervento concreto, al lento ed inesorabile declino di decine di attività commerciali, allo svuotamento del centro cittadino e al depauperamento di una importante risorsa della città quale il turismo. L'amministrazione Mascia verrà ricordata dai cittadini come l'amministrazione con più rimpasti di giunta in una consiliatura".

SEL: "GIOCHI DI POTERE" - E il carico è stato aggiunto dal consigliere comunale Giovanni Di Iacovo (Sel), che parla di "giochi di potere fini a se stessi, balletti di poltrone per rispondere solo ad un volgare disegno politichese: il diminuito peso politico di Pescara Futura rispetto all'Udc e al Pdl. Questo "gioco del nove" nell'amministrazione Mascia non è solo ridicolo, ma rappresenta anche e soprattitto un grave danno all'intera città. Come si fa a progettare, a programmare, a governare Pescara e a rispondere alle tante urgenti esigenze dei cittadini se gli interlocutori, su temi importantissimi come lavori pubblici, commercio, turismo, cultura e sociale, cambiano ad ogni stagione? Settori, temi e deleghe che non sappiamo a chi andranno ma di cui una cosa è certa: non li andrà a gestire chi è meglio dei precedenti assessori, ma solo chi ha un peso politico maggiore di loro. Già la città è fortemente penalizzata dall'ormai celeberrimo immobilismo della Giunta, ma ora che con l'anno nuovo ci regalano una peggiorata  fase di confusione, anarchia e incapacità, davvero non ne possiamo più. I cittadini non sanno più da chi sono governati o, meglio, hanno ben capito che non sono governati proprio da nessuno". Di Iacovo propone addirittura di tornare alle urne: "Voltiamo questa triste pagina nella storia di Pescara e torniamo presto a votare".

Federico Di Sante

giovedì 05 gennaio 2012, 09:59

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I vostri commenti

Sandro Di Scerni

io mi atterrei a quella che, a mio modesto parere, è l'essenza dell'ormai dilagante malcostume: i consigli comunali, quasi svuotati di ogni prerogativa in questo evidente crepuscolo della democrazia; ben più interessante è infilarsi nelle giunte, considerate dalla maggioranza dei nostri rappresentanti il luogo privilegiato della politica. Il re è nudo, mi sembra chiarissimo. Carlo Masci ha lanciato la formula: assessorati a tempo. E i cronisti lì a raccogliere le dissertazioni su questa trovavata, come se la cosa rappresentasse un'estensione della democrazia anziché una volgare pratica di occupazione del potere. Per mobilitare la macchina elettorale è meglio promettere assessorati che altro; se gli assessorati sono in numero limitato, è matematico che - limitando il tempo di permanenza - si possano accontentare più aspranti. In fondo, come per una comparsata televisiva, l'importante è occuparla per un po', la poltrona. Mi stupisce che nessuno evidenzi questa cosa, soprattutto mentre Masci - serafico grazie al fatto che i giornalisti si contano ormai sulla punta delle dita - parla degli avvicendamenti elogiando l'ottimo lavoro degli avvicendati. Se gli avvicendati sono stati così bravi, perché avvicendarli con gli avvicendandi? Il tutto, naturalmente, può avvenire grazie all'inconsistenza di Albore Mascia. Che consistenza istituzionale può avere un sindaco che lascia che i propri assessori tengano conferenze stampa affiancati - o meglio: presidiati - da Lorenzo Sospiri? Nessuna consistenza.

sabato 07 gennaio 2012, 16:12

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