Trasporto pubblico, Febbo&Sospiri a D'Alessandro: "Tua è anche nostra"

Presentata la nuova società unica. Dubbi sulla funsione, intanto ci sono le dimissioni di D'Amicco

Trasporto pubblico, Febbo&Sospiri a D'Alessandro: "Tua è anche nostra"

POLEMICA SUL TRASPORTO PUBBLICO. FEBBO E SOSPIRI ALL'ATTACCO. Si è svolta questa mattina a Pescara una conferenza stampa del Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e del Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri avente ad oggetto la nuova società unica dei trasporti. “A quanto pare – ha esordito Sospiri - siamo riusciti a stimolare un dibattito sulla sesta più importante società di trasporti in Italia, visto che il Sottosegretario D’Alessandro di ritorno da Milano ha convocato una conferenza stampa successiva alla nostra. A oggi però resta l’operazione contabile di fusione con lo stesso Rettore D’amico, al quale va tutta la nostra stima, ha sempre sottolineato come noi l’importanza e la necessità del Piano industriale e del Regolamento. La nuova società unica Tua è diventata una cosa solo sua, di Camillo D’Alessandro, ovvero di D’Alfonso, visto che a quanto pare sono a conoscenza di cose di cui noi, i cittadini, gli utenti, i sindacati, non hanno nessuna contezza. A quanto pare una bozza di Piano industriale sarebbe stata consegnata solo alle organizzazioni sindacali, speriamo a tutte”. “Non è pensabile – sottolinea il Capogruppo di Forza Italia - che D’Alessandro continui a comunicare senza nessun contradditorio, forse dimentica che Tua è di tutti, dell’Abruzzo e noi siamo pronti a dare il nostro contributo sostenendo anche i sacrifici per rilanciare il settore dei trasporti ma pretendiamo che ci venga consegnato il Piano industriale e che se ne dibatta in Commissione: è questo il nodo principale se si vuole garantire l’efficienza del servizio. Siamo a disposizione della maggioranza per scongiurare la perdita dei posti di lavoro e la drastica diminuzione delle corse di linea”. “Secondo le intenzioni di questa maggioranza – spiega Febbo – Tua nasceva con l’obiettivo di generare risparmi che però restano solo negli annunci e non ne vediamo neanche l’ombra. Di concreto ci sono solo le dimissioni di D’Amico che testimoniamo come all’interno della società ci siano dei contrasti gestionali piuttosto rilevanti. Intanto anche le Organizzazioni sindacali cominciano a parlare di esuberi così come aveva già annunciato anche noi. Eravamo e siamo convinti che la fusione doveva essere proceduta dall’accordo sindacale per un nuovo contratto anche per chiarire se sarebbero stati confermati quegli esuberi che a noi risultavano. Ci hanno sempre detto di no e D’Alessandro addirittura ha parlato di un solo licenziamento mentre le organizzazioni ne annunciano 45 nell’immediato e successivamente almeno 20 nella società di Sistema. Non solo ma i sindacati evidenziano come i fornitori non vengano pagati, ad eccezione del carburante; sono pagati con ritardo i contributi previdenziali (ritenute) con le conseguenze sanzioni e interessi e qualcuno annuncia che dal mese prossimo potrebbero non essere pagati gli stipendi. Intanto non viene ancora liquidata la quadrimestrale. In virtù delle nuove disposizioni governative – conclude Febbo – ci saranno anche altri problemi in futuro a causa della scelta di creare una società in house, cioè tutta pubblica”.

LA REPLICA DI CAMILLO: "IO MI DIMETTO SE LICENZIO". Pizzicato nell'orgoglio il sottosegretario alla presidenza Camillo D'Alessandro, di ritorno da Milano dove ha partecipato all'anteprima di Expò 2015, ha replicato alle accuse mosse dalla maggioranza in modo provocatorio. "Il centrodestra - ha dichiarato il commercialista di Arielli durante la conferenza stampa - ha già fatto troppi danni nei cinque anni di governo. Anzi non è riuscito a combinare proprio nulla. Prometto che TUA non licenzierà nessuno, ma se dovesse accadere allora sarò io a rassegnare le dimissioni. Se però questo non dovesse accadere dovranno dimettersi sia Febbo che Sospiri". Insomma il progetto di fusione va avanti. Ma è chiaro che, trattandosi della società pubblica più grande d'Abruzzo con oltre 2mila dipendenti, l'operazione non sarà affatto semplice nè indolore, a meno che non si voglia realizzare un mega carrozzone inutile. Ma le fusioni tra aziende si fanno per questo motivo, per essere più competitivi ed efficienti sul mercato. O, no?

Redazione Independent

venerdì 24 aprile 2015, 13:57

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