Scoperto meccanismo "perverso" nei subappalti ricostruzione. Indagato costruttore

I Finanzieri della Guardia di Finanza hanno scoperto un ditta aquilana che non pagava i lavori ma aveva ricevuto due SAL da mezzo milione di euro

Scoperto meccanismo "perverso" nei subappalti ricostruzione. Indagato costruttore

AUTOCERTIFICAZIONI FALSE PER L’OTTENIMENTO DI CONTRIBUTI POST-SISMA. UN IMPRENDITORE INDAGATO. Continua lo scandalo delle malversazioni compiute nella ricostruzione del Capoluogo d'Abruzzo distrutto dal sisma dell'aprile 2009. Stavolta i finanzieri di L'Aquila hanno scoperto un meccanismo perverso che produceva danni enormi alla economia ed al lavoro denunciando il rappresentante legale di una società affidataria di lavori di ricostruzione di un condominio gravemente danneggiato dal terremoto. Secondo le indagini sarebbero state falsificate le  autocertificazioni di avvenuto pagamento dei sub-appaltatori/fornitori prodotte dagli affidatari dei lavori di ricostruzione/riparazione degli edifici danneggiati dal sisma. "Gli affidatari dei lavori di ricostruzione/ristrutturazione degli edifici danneggiati dal sisma - si legge nella nota - che omettono il pagamento dei propri fornitori di beni e/o servizi (subappaltatori), oltre a non assumersi alcun rischio d’impresa (atteso che i pagamenti per i lavori da loro svolti vengono elargiti puntualmente dall’amministrazione comunale ad ogni S.A.L.) e trattenendo quindi per sè tutti gli utili, privano di preziose risorse finanziarie le imprese più piccole determinandone, sovente, se non il fallimento, quantomeno la sofferenza".

AVEVA OTTENUTO MEZZO MILIONE DI PAGAMENTI. Secondo le indagini, appunto, il rappresentante legale della società edile aquilana attraverso due false autocertificazioni, attestanti l’avvenuto pagamento di due fornitori, aveva ottenuto indebitamente, da parte del Comune dell’Aquila, il pagamento di due S.A.L. per un importo complessivo di oltre 500.000,00 euro. Adesso dovrà rispondere del reatodi cui all’art. 316 ter C.P. (Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato) ed al sequestro, nei suoi confronti di una somma pari a 90.000 euro circa, corrispondente all’importo delle fatture non pagate ai fornitori.

Redazione Independent

lunedì 28 novembre 2016, 13:19

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