Per anni abusò della figlia della convivente, torna in carcere

L’uomo, oggi 53enne, dovrà espiare 5 anni e 2 mesi di reclusione. La prima volta era finito in manette nel 2007

Per anni abusò della figlia della convivente, torna in carcere

L'ORCO TORNA IN CARCERE. Alcuni giorni fa la Squadra Anticrimine del Commissariato di Vasto, ha eseguito l’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dell’Aquila, nei confronti di un 53enne ritenuto responsabile di violenza sessuale continuata e aggravata ai danni della figlia  minore della sua convivente, violenza privata su quest’ultima e danneggiamento. L’uomo era finito in manette nel 2007, a seguito di una delicata indagine condotta dal Commissariato di Vasto e dalla Polizia Giudiziaria della locale Procura.

SEI LUNGHI ANNI. L'orco, per sei lunghi anni, aveva rivolto particolari “attenzioni” alla  figlia della sua convivente, da quando la piccola aveva 8 anni. La bimba aveva subito gli abusi, in silenzio, per paura di ritorsioni ai danni della madre, poiché l’uomo le imponeva di non rivelare nulla sotto la minaccia di fare del male alla donna. La violenza, reiterata negli anni, si concretizzava non solo in abusi fisici ma, spesso, anche in ricatti psicologici. Solo da adolescente, la vittima aveva trovato il coraggio di confidarsi con una parente, rivelando la terribile esperienza di cui, suo malgrado, era stata vittima.

LE INDAGINI E L'ARRESTO. Subito dopo la denuncia erano partite le indagini, all’esito delle quali l’uomo era stato arrestato. Dopo alcuni mesi, la custodia cautelare in carcere inflitta al colpevole era stata sostituita, a seguito dei ricorsi presentati dal difensore dell’indagato, con l’obbligo di dimora nel Comune di Vasto. Al termine dell’ iter processuale, l’uomo è stato riconosciuto colpevole dei reati commessi e condannato a 5 anni e mesi 2 di reclusione. All’imputato, inoltre, sono state inflitte anche le pene accessorie dell'interdizione legale durante l’esecuzione della pena, dell’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente la tutela e la curatela da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate da minori. 

Redazione Independent

martedì 14 ottobre 2014, 10:08

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