Parolisi. Fine pene mai!

L'ex caporalmaggiore condannato all'ergastolo. Lo ha deciso il giudice Tommolini. è l'assassino di Melania

Parolisi. Fine pene mai!

PAROLISI E' L'ASSASSINO DI MELANIA. Alle ore 19,52 in punto il giudice Marina Tommonili è entrata nell'aula "Falcone e Borsellino", al primo piano del Tribunale di Teramo, ed ha pronunciato la sentenza di primo grado nei confronti di Salvatore Parolisi, 30 da Frattamggiore, ex caporale dell'esercito italiano, accusato del delitto della moglie Melania Rea. «In nome del Popolo Italiano - ha detto la Tommolini - questo tribunale la condanna alla pena dell'ergastolo di reclusione per omicidio volontario pluriaggravato da minorata difesa, vilipendio e deturpamento del cadavere». Così è stata messa la parola fine su un "mistero" che durava dal 18 aprile del 2011. Parolisi ha accolto l'esito della sentenza nella cella del carcere di Castrogno, dove era stato portato poco dopo le 18. Mentre il padre di Melania, il signor Rea, presente al momento della lettura ha detto in lacrime: «Non ha vinto nessuno». La Tommolini ha anche disposto il pagamento di un risarcimento di un milione di euro alla piccola Vittoria, figlia di Melania e Salvatore, oltre la revoca della custodia della bambina.

LA STORIA DEL DELITTO. Il 18 aprile 2011 un cercatore di funghi scoprì il cadavere della 27enne mamma di Somma Vesuviana, e telefonò alla polizia per denunciarne il ritrovamento. Sul posto gli inquirenti trovarono il corpo senza vita di Melania Rea: era stata uccisa - poi si scoprì il giorno precedente - con 35 coltellate, inferte con una brutalità feroce in diversi punti del suo corpo. Aveva una siringa conficcata nel cuore ed i pantaloni abbassati, segno inequivocabile di un'aggressione avvenuta mentre era a terra per un bisogno fisiologico. da subito gli inquirenti della procura di Teramo hanno sospettato di qualcuno che la vittima conosceva molto bene e di cui, purtroppo, si era fidata. Il resto è storia: depistamenti, il cellulare sotterrato, le intecettazioni, Ludovica, i trans, i presunti "festini" a base di alcool, droga e sesso nella caserma di Ascoli Piceno e così via..

IL MOVENTE O I MOVENTI?. L'ex guastatore dell'esercito italiano - più volte impiegato in missioni "pericolose" in Afganistan - uccise la 27enne Melania Rea, nel bosco delle Casermette, in provincia di Ascolio Piceno, mentre la figlioletta di soli nove mesi, Vittoria, era nell'auto della coppia. Ma quale è stato il movente? Durante le udienze il Pm Rosati ha più voltre definito Parolisi «un vigliacco depistatore incapace di scegliere tra la moglie e l'amante Ludovica». E' stato solo questo il motivo che ha portato l'ex caporalmaggiore dell'esercito a fare fuori la moglie oppure c'è dell'altro? L'unica certezza di questa brutta pagina di cronaca nera è che per Salvatore (e la piccola Vittoria) le pene non finiranno mai.

Il (sub)direttore

venerdì 26 ottobre 2012, 19:47

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