Panem et circenses

I cerchi olimpici hanno diverse ombre, l'ultima è quella di un giaguaro "sacrificato" ai giochi

Panem et circenses

No, le premesse di queste olimpiadi non ci piacciono per niente. La "terra benedetta da Dio", ricca come poche al mondo di risorse naturali, è terra di passioni e di maledizioni tutte umane. Il Brasile spalanca le braccia del suo Cristo Redentore ai giochi olimpici con premesse acide.

Lo scorso anno l’Onu ha parlato di una “violenza generalizzata” da parte della polizia, in particolare verso i ‘meninos de rua‘, con il fine anche, secondo il Comitato per i diritti dell'infanzia, di "ripulire" le strade da bambini e ragazzi delle ‘favelas’, in vista dei giochi olimpici. Il paese vive una nuova fase di difficoltà economica. La presidente Rousseff è sotto procedura di impeachment con l'accusa dell'opposizione di aver falsificato i bilanci dello stato. La forte crescita economica della precedente presidenza, quella di Lula, è andata esaurendosi ed ha svelato un impressionante divario tra ricchi e poveri, con un sistema scolastico, sanitario e fognario ancora a livelli molto bassi. Il virus zika, possibile causa di microcefalia se contratto in gravidanza, è un'emergenza sanitaria, così come la dengue, anch'essa portata da un tipo di zanzara.
Fa male allo stomaco e all'anima pensare ad atleti di tutto il mondo che dovrebbero gareggiare in spirito di fair play e fratellanza, mentre, poco più in là, ragazzi come loro annaspano per la sopravvivenza. Ieri lo sfruttamento della vita ha toccato una nuova vetta quando a Manaus, in Amazzonia, si è preteso di far accompagnare la torcia olimpica da un giaguaro, Juma era il suo nome. Il giaguaro, simbolo dell'Amazzonia, è una specie in via di estinzione, come la sua terra. Dopo ieri un po' di più. Già l'idea di accostare un grande felino al fuoco ha il sapore della tortura. Il giaguaro è stato costretto alla passerella attaccato ad una cortissima catena collegata ad un'asta retta da due militari. Una forzatura spaventosa per una creatura che appartiene naturalmente ad un altro mondo, diverso e certamente migliore dell'umano. Juma ha cercato di fuggire da tutto questo, il suo istinto lo voleva nella giungla. Ha visto un passaggio tra una gabbia ed un'altra. Ha provato. È stato ucciso.
 
Buone olimpiadi adesso, divertitevi!
Giada C.
 

giovedì 23 giugno 2016, 17:51

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