Muore nella notte l'ingegner Carlo Pace ex sindaco della Città di Pescara

Ottantuno anni, ingegnere e docente universitario in pensione, Pace ieri pomeriggio era stato investito da un'automobile mentre attraversava la strada

Muore nella notte l'ingegner Carlo Pace ex sindaco della Città di Pescara

IL DOLOROSO RISVEGLIO DELLA CITTA' DI PESCARA: MUORE ALL'IMPROVVISO L'EX SINDACO PACE. È morto questa notte, presso l'Ospedale Civile dove era stato ricoverato, l'ex sindaco della Città di Pescaea Carlo Pace, primo cittadino per due mandati dal 1994 al 2003. Ottantuno anni, ingegnere e docente universitario in pensione, Pace ieri pomeriggio era stato investito da un'automobile mentre attraversava la strada in via Silvio Pellico ed era stato ricoverato nel reparto di Ortopedia con una prognosi di 40 giorni.

L'ex sindaco era stato travolto da una Peugeot 106 guidata da un 65enne di Pescara, che procedeva in direzione Sud-Nord. Subito soccorso dal 118, Pace era stato trasportato in ospedale, dove i medici gli avevano riscontrato alcune fratture. 

Da ogni parte della regione stanno arrivando messaggi di cordoglio alla famiglia Pace.

"Ho avuto l’onore di essere consigliere comunale della sua giunta. Da lui ho solo e sempre ricevuto richieste di condivisioni o di proposte. Ha amministrato per lunghi anni la nostra Pescara con lungimiranza, stile e soprattutto trasparenza. Un episodio, solo all’apparenza minore, me lo rese caro. Era l’8 agosto del 1995 quando gli rivolsi la richiesta di far suonale alle 8,10 di quel giorno la “Campana del Palazzo di Città”, da anni rimasta silenziosa, per ricordare la Tragedia di Marcinelle. Con grande sensibilità acconsentì onorando a nome della intera Pescara la memoria di quei minatori". Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

 

"Ho appreso con immenso dolore l'improvvisa scomparsa di Carlo Pace, un uomo serio, un amministratore capace, un amico". Così l'On. Vittoria D'Incecco sulla morte dell'ex sindaco di Pescara Carlo Pace. "Ho avuto l'onore - prosegue la deputata - di condividere con lui, da posizioni diverse, l’esperienza amministrativa al Comune di Pescara. Ho avuto modo di apprezzare la sua professionalità, la sua umanità e il suo senso del dovere e delle Istituzioni. Era sempre pronto al dialogo e abbiamo avuto un rapporto di stima e simpatia reciproca. In questo difficile momento – conclude la parlamentare - esprimo alla sua famiglia tutta la mia vicinanza". Questo il cordoglio dell'On. Vittoria D'Incecco
 
La notizia della morte improvvisa di Carlo Pace è davvero tristissima. L'avevo incontrato sabato proprio a due passi dal punto in cui è stato investito. Avevamo conversato a lungo e come al solito era stato affettuosissimo nei miei confronti. Era sorridente, pieno di energia, positivo anche se preoccupato per il declino della città, dell'Abruzzo e del paese in generale. Soprattutto l'assenza di prospettive per i giovani e l'emigrazione di tanti laureati verso l'estero riteneva fossero un dramma perchè impoverivano la comunità delle energie e delle intelligenze migliori. Anche se ero stato il suo più combattivo oppositore devo dire che una delle qualità di Carlo è che non aveva mai tradotto in astio lo scontro politico e la critica. Anzi anche sabato nel nostro ultimo incontro mi ha ringraziato per averlo sempre tallonato. Per me - diceva - sei stato di grandissimo aiuto, ci aiutavi a non sbagliare, tenevi a bada i miei e tante volte io mi potevo fare scudo della tua opposizione. Rispettava le nostre battaglie perchè sapeva che non avevano secondi fini, non erano strumentali. Eravamo pescaresi che a volte si erano scontrati ma per la comune passione per il bene della città, comune passione che ci ha portato tante volte a collaborare con spirito positivo per risolvere problemi o intervenire per aiutare chi ne aveva bisogno. Carlo è riuscito a essere sindaco senza perdere la gentilezza anche nei momenti di maggiore tensione e tutto sommato a incassare con stile anche le contestazioni con cui a volte ridicolizzavo la sua amministrazione. Non si è mai dimostrato permaloso. Non ha mia delegittimato l'opposizione. Ci siamo lasciati ripromettendoci di rivederci presto per proseguire la chiacchierata. Lo ricorderò sempre con affetto. Alla moglie, ai figli e ai familiari tutto il mio più sincero cordoglio. Maurizio Acerbo

Redazione Independent

martedì 28 marzo 2017, 11:37

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