Mercato obbligazionario: uno scenario di tassi in rialzo implica una gestione attiva dei portafogli

l consulente Andrea Iacone consiglia ai risparmiatori di investire in azioni o obbligazioni a breve scadenza

Mercato obbligazionario: uno scenario di tassi in rialzo implica una gestione attiva dei portafogli

L'ANALISTA FINANZIARIO: MEGLIO INVESTIRE IN AZIONI E OBBLIGAZIONI A BREVE. Spesso si pensa all’investimento in obbligazioni come ad un investimento sicuro. Un investitore in obbligazioni invece, può essere soggetto al rischio default di una società o stato su cui si è deciso di investire, oppure al rischio tassi ossia alla variazione dei tassi di interesse dovuto alle politiche delle banche centrali. Oggi siamo in una fase in cui, le obbligazioni che si detengono in portafoglio, o andiamo a comprare, possono essere soggette più che ad un rischio insolvenza dell’emittente ad un rischio tassi. Veniamo infatti da un trend al ribasso dei tassi durato molti anni; sia in America che in Europa sono ai minimi storici ormai da diverso tempo e sembra che anche se non subito vogliano invertire la rotta. Negli ultimi anni, i prezzi delle obbligazioni, oltre che a beneficiare di un ribasso dei tassi, sono stati spinti al rialzo grazie all’operato delle banche centrali che hanno inondato il mercato di liquidità. Arriverà però il momento in cui le banche centrali cominceranno ad aumentare nuovamente i tassi di interesse. È ormai scontato che la politica di quantitative easing possa concludersi, comportando qualche rischio per chi investe nell’obbligazionario. La conclusione del QE provocherà un rialzo dei rendimenti dei mercati obbligazionari, un assaggio di simile scenario lo abbiamo già avuto prima dell’estate. Questo scenario implica una gestione flessibile dei portafogli obbligazionari da parte degli investitori. Il rischio di duration (durata media delle obbligazioni in portafoglio) rappresenta un problema più importante rispetto al rischio credito. Tutto questo implica flessibilità, cioè che gli investitori in obbligazioni siano “attivi” nella gestione appunto dei propri portafogli. In che modo? Per esempio nella gestione delle scadenze obbligazionarie che diventa fondamentale anzi una priorità. In un contesto di rialzo dei tassi di interesse bisogna avere in portafoglio obbligazioni con scadenze brevi o addirittura assumere una posizione di duration negativa. A questo punto può risultare attraente l’investimento nelle obbligazioni high-yield dove i rendimenti, nonostante il calo degli stessi, si attestano ancora intorno ad una media del 5%. È essenziale considerare il differenziale di tali obbligazioni rispetto ai titoli europei e i treasury americani che hanno tassi bassi e in termini reali addirittura negativi. Tale investimento implica una elevata diversificazione in quanto le obbligazioni high-yield sono quelle obbligazioni con basso rating e quindi a rischio insolvenza. Questa magari può essere fatta attraverso lo strumento più diversificato per eccellenza: fondi comuni o sicav. Interessanti possono considerarsi anche le obbligazioni dei paesi emergenti. Le economie di tali paesi, dopo aver accusato un rallentamento, nei prossimi mesi dovrebbero tornare a crescere favorendo anche l’apprezzamento delle valute locali. Un investitore in obbligazioni emergenti oltre quindi ad un interesse maggiore, non dovuto al rischio paese ma a crescita e inflazione, potrà anche beneficiare di un apprezzamento delle valute stesse.

In conclusione meno titoli di stato europei o americani perché tassi bassi e soggetti ad un eventuale rialzo e più obbligazioni corporate, high yield e paesi emergenti in valuta locale.


Andrea Iacone

Consulente finanziario



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martedì 12 novembre 2013, 16:26

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