Maledetto giorno

Nel cuore della notte riaffiora dirompente il ricordo di una vita 'amata' che non c'è più. Si può vivere ma le lacrime scorrono sempre

Maledetto giorno

MALEDETTO GIORNO. «Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada». Nel cuore di questa notte, l'ennesima lontana da te. L'ennesima in cui cerco di darmi spiegazioni, senza averle. Ma forse nemmeno le sto cercando. L'unica cosa che so è che da quando non ci sei più qualcosa è andato via, da me, così come qualcosa mi è entrato dentro. Vorrei poterti spiegare, ma tu sai come mi sento e quello che provo. Sei consapevole che non è più la stessa cosa né per me né per tutti gli altri. Sono cambiate troppe cose e che era tanto tempo che non succedeva. Ma le lacrime mi scorrono sugli occhi come se fosse esattamente quel maledetto giorno di un anno fa. Un tempo di 365 giorni (a me - e non solo - sembrano pochi o forse tanti), ma sono pur sempre la vita che scorre. Ho aspettato questo momento per scriverti perchè non voglio stare da sola, quella notte! Perchè non voglio ricordare ciò che è successo. Nè vorrei essere qui seduta a cercare le parole che certamente comprenderai, ma che ma potrai leggere. Dio, come mi manca la tua vocina stridula e docile, a tratti infantile e saccente: «Brava piccò, per una volta ti sei tolta la maschera!». Ma voglio scrivere per te, per noi e per tutti quelli che ti hanno vissuta ed amata. Come una catarsi, un atto jodoroskiano: ricordare e provare ad eliminare quel maledetto giorno...

LA MORTE NELLA VITA. E' difficile da comprendere, ma prima o poi ci si deve pensare. Vorremmo che i nostri affetti più cari fossero con noi per sempre, per non dover soffrire della loro mancanza. C'è dell'egoismo (lo so!) ma fa parte della vita. Vorremmo essere i primi a lasciare il terreno per non soffrire della perdita di qualcuno che amiamo tanto. Tu l'hai fatto che eri “una bambina”. Forse c'era di mezzo il destino. Forse, come pensiamo, eri un essere troppo speciale per noi umani, attaccati ai beni materiali: che ti piacevano! Fatto sta che te ne sei andata troppo presto. E nessuno rimpiange niente. Solo che avresti potuto dare un pò di preavviso, così magari ognuno di noi avrebbe in qualche modo potuto rimediare. Colmare, riparare... ma purtroppo non l'hai capito nemmeno tu. O forse si, ma il tempo è avaro come il rimorso di un'occasione persa che riaffiora per tutta la vita... Potevi, che ne sò!, mandarmi un abbraccio o un bacio. Darmi una spiegazione o semplicemente dirmi che mi volevi bene. Spesso siamo vittime di noi stessi e delle nostre convinzioni ed i rimpianti sono la cosa più facile alla quale possiamo andare incontro, prima di renderci conto che sia troppo tardi. La cosa che credo di aver capito, nonstante sia una “unforgettable sinner” è che la testa andrebbe usata sempre, anche nelle peggiori condizioni fisiche e mentali. Bisogna avere un controllo della mente e del proprio corpo che ci porta a capire ed ammettere di NON ESSERE IN GRADO O ALL'ALTEZZA DI SOSTENERE DETERMINATE SITUAZIONI.

ARRIVEDERCI MIO DOLCE TOTO'. Ma la colpa non è tua, né questo mio messaggio all'altezza di poter dare a nessuno indicazioni sulla vita da svolgere (soprattutto per chi, come te, mi conosce bene e sa che sarei l'ultima persona a poter dare dei consigli paternali sulla vita) per cui credo che con questo messaggio e con meno parole di quelle che solitamente utilizzo (i miei “fidati” credo abbiano capito che a volte sono logorroica ed esageratamene prolissa) chiudo, con annesso primo post scrittum che non smentisce il mio modus scrivendi dicendoti che «C'è gente che muore e, con tutto il rispetto, non ci si perde niente. Ma lei era uno di quelli che quando non ci sono più lo senti. Come se il mondo intero diventasse, da un giorno all'altro, un po' più pesante. Capace che questo pianeta, e tutto quanto, resta a galla nell'aria solo perché ci sono tante “piccole nane dimmmerda”, in giro, che ci pensano loro a tenerlo su. Con quella loro leggerezza. Senza aver la faccia da eroine, ma intanto tengono su la baracca. Sono fatte così» A te che hai cambiato e reso diversa la mia vita, e non solo... ma anche a tutte le persone che, oltre me, ti hanno amata, alla vita meravigliosa (miracolo oltretutto) che ci hai regalato dopo essere andata via, a tutto quello che vivremo per te e che sarà parte di noi, ai meravigliosi ricordi che ognuno poterà con se... di TU! Ciao nanadimmmerda, per tutti i TI VOGLIO BENE che ti avrei voluto dire e gli abbacci che ti avrei voluto dare. 


Crudelia D.

domenica 19 agosto 2012, 10:13

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