L'uranio del Mali

Le immense risorse del territorio africano fanno gola alla Francia ma anche ad Al Qaeda. La ribellione dei Tuareg

L'uranio del Mali

QUELLO CHE NON SI SA DELLA GUERRA NEL MALI. La sanguinosa guerra civile nel Mali difficilmente ci sarebbe stata se, come  sempre accade, non ci fosse stata la necessità da parte della Francia di controllare le notevoli risorse che si trovano nel territorio a nord di Bamako nell'Azarwado. Chi poteva preoccuparsi di occupare un territorio desertico e scarsamente abitato con dispendio di uomini e mezzi  se sotto quella sabbia ardente non fossero stati  trovati combustibili fossili e uranio in grande quantità?

IL POPOLO DEGLI UOMINI BLU: I TUAREG. Nel 1960, quando la Francia concesse l'indipendenza al Mali, incluse nei suoi confini l'Azarwad un territorio desertico il cui centro principale è la mitica Timbuctù, abitato da sempre dai tuareg un popolo nomade di origini berbere la cui etnia  è completamente diversa da quella degli abitanti neri del sud del paese. Gli "uomini blu" emarginati dal Mali, Niger, Burkina Faso, Algeria e Libia, nei cui aridi  territori essi vivono di pastorizia, da oltre 50 anni lottano per una maggiore autonomia da questi stati. Nel 2010 gli indipendentisti tuareg hanno fondato il Movimento Nazionale per la liberazione dell'Azarwad, di ispirazione laica , invitando le autorità di Bamako a trovare un accordo. Rifiutando il dialogo il governo Maliano ha risposto  inviando l'esercito al nord occupandolo militarmente.

LA RIVOLTA TUAREG CONTRO LE FORZE DEL MALI. Grazie anche alle armi abbandonate dalle milizie di Gheddafi, il MNA, ha potuto reagire militarmente a partire dal gennaio   del 2012 conquistando nel giro di pochi mesi  gran parte dell'Azaward. In un secondo tempo gruppi di fondamentalisti islamici legati ad Al Qaeda provenienti dall 'Afganisthan, dal Pakistan e perfino dall'Europa e di trafficanti di armi e di droga opportunisticamente si sono schierati al fianco dei militanti tuareg. Contemporaneamente il governo del Mali instabile a causa dei  frequenti colpi di stato, ha reso quasi inevitabile l'intervento militare della Francia intervenuta ufficialmente per combattere il "terrorismo". Il Movimento di Liberazione dell'Azawad, che controlla ancora una fetta importante del territorio, rompendo con i gruppi legati ad Al Qaeda è uscito dall'ambiguità e ha lanciato un appello alla Francia per coordinare e"condurre insieme la lotta contro il terrorismo". Il popolo del deserto infatti è ormai in lotta contro i gruppi alqaedisti che approfittando dell'instabilità territoriale, hanno tentato di imporre la legge della sharia.

IL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE DELL'AZAWAD CONTRO IL TERRORISMO. Secondo  il portavoce del MLA, Moussa Ag Acharatoune,  il MLA non si è mai alleato con i fondamentalisti islamici, contrariamente a quanto molti occidentali ritengono. Infatti  il movimento di Ansar ad Din, con cui Il MLA  era in contrasto per le posizioni estremiste, aveva una influenza limitata sul territorio e la consistenza militare era scarsa fino a quando non sono arrivati in loro aiuto gruppi terroristici e di trafficanti di droga  finanziati da alcuni paesi del Golfo oltre che dal pagamento dei riscatti di occidentali sequestrati. La risoluzione del conflitto e l'instaurarsi di una pace nell'Azaward con tutta e evidenza è ora nelle mani dell'Eliseo che difficilmente potrà imporre una soluzione di tipo militare.

twitter@subdirettore

sabato 02 febbraio 2013, 09:12

Sostieni l'informazione libera, indipendente e di qualità anche con 1 euro

Tags:
mali
interessi
francia
bauxite
uranio
notizie
conflitto
al quaeda
Cerca nel sito