L'America di Obama e l'incubo razzista

Il "caso" del poliziotto americano che ha sparato a un giovane di colore a Ferguson, uccidendolo, raccontato dal nostro inviato Benny Manocchia

L'America di Obama e l'incubo razzista

L'AMERICA DI OBAMA ALLE PRESE CON L'INCUBO RAZZISTA. Anche gli abruzzesi staranno seguendo, come il resto degli italiani, il "caso" del poliziotto americano che ha sparato a un giovane di colore, uccidendolo. Negli Stati Uniti ne parlano ogni ora del giorno, alla radio, alla tv e riempiono pagine dei quotidiani con le "ultime notizie". Le domande si sprecano: perche' ha sparato il poliziotto (bianco)? E non soltanto una volta ma, assicurano, ben sei proiettili hanno colpito il nero. Gli inquirenti insistono: il giovane aveva minacciato il "cop" di Ferguson. Piogge di testimoni presto smentiti dalla popolazione di colore di questo paese del Missouri. Una situazione non nuova per l'America. Sono anni che i poliziotti bianchi sparano ai neri, accusati di minacciare gli agenti con ogni mezzo. Una cosa e' certa: Kennedy e Johnson non riuscirono, tanti anni fa, a placare gli odi tra le due razze. Nord e Sud combatterono la loro guerra civile perche' gli "yankees" volevano "liberare" i "negri", i sudisti volevano mantenere viva la posizione degli uomini di colore perche' avevano bisogno di loro per la raccolta del cotone ed altro. Lincoln pose fine allo scontro (appunto come Kennedy e Johnson) ma non riusci a placare le acque.. Certo, i "negri" ottennero successi negli anni,fino ad arrivare al presidente di colore. Per milioni di bianchi si e' trattato di uno schiaffo imperdonabile. Tuttavia aumenta la popolazione statunitense con la pelle scura. Hanno scritto che entro 15 anni i bianchi rappresenteranno la minoranza in questa nazione. Ma tutto questo che cosa ha a che fare con Ferguson? Lo Stato del Missouri ha sempre preferito i bianchi, gente dura, in maggioranza di origine tedesca. Spesso l'odio digerito verso un gruppo etnico in famiglia,,sfocia in strada. E ora,ogni notte,i negri si riversano lungo le vie di Ferguson e bruciano, rompono vetrine, rubano. Aspettano un "verdetto" che dichiari il poliziotto che ha sparato, colpevole e quindi messo in prigione. I miei tanti (troppi) anni vissuti in questa nazione, mi portano a credere che il verdettio non sara' come desiderano gli uomini di colore di Ferguson.Ma In questo caso gli scontri, saranno ancora piu' duri. E la "guerra" civile continuera'.

Benny Manocchia

sabato 23 agosto 2014, 12:47

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