In Abruzzo sempre più donne costrette alla prostituzione

Cresce la disuguaglianza sociale tra chi possedeva prima della crisi e chi invece non ha nulla. Il caso delle casalinghe escort

In Abruzzo sempre più donne costrette alla prostituzione

ALLARME SOCIALE IN ABRUZZO. La crisi economica, nonostante le parole degli assessori regionali hashtag #lechiacchiereseleportaviailvento, morde e si sta rivelando in tutto il suo orrore. I dati Istat sulla disoccupazione non fanno nemmeno più tanta impressione: un giovane su due, della fascia 15-24 anni, non ha un lavoro. E' tutto normale ormai. La situazione e' così drammatica che, in Abruzzo, dal 2008 gli occupati sono scesa di quasi 50mila unita', meno 6,2% di occupati in 6 anni, su una popolazione di poco più di un milione di abitanti. Numeri da brivido, ovviamente, e che certificano il disastro sociale del Terzo Millennio: aumento dei delitti - Pescara è fra le 15 città più criminali d'Italia - il clientelismo e la disuguaglianza tra chi possedeva qualcosa prima della crisi (i cosiddetti "figli di" e che oggi occupano quei posti di lavoro un tempo riservati alla povera gente) e chi non aveva nulla.

Spaventosissima la situazione delle donne che spesso sono costrette al mestiere pià antico del mondo, con la complicità dei mariti, per riuscire a mandare avanti la famiglia. Naturalemente per quanto ci riguarda non c'è nessuna differenza tra il violinista dell'opera e la escort che vende il proprio corpo: è solo la sopravvivenza nel modo che si conosce, e per questo siamo favorevoli alla regolamentazione del mestiere. 

Addirittura clamorosi alcuni annunci di lavoro che compaiono sui siti specializzati in ricerca di personale: "...cerchiamo una ragazza/donna per lavoro di barista, si predilige di forte impatto visivo, molto socievole, ordinata, onesta e che sappia stare al gioco in quanto bar di prevalente presenza maschile, no permalose o con la puzza sotto il naso..." 

Inutile dire che anche per le coppie che vorrebbero avere dei figli, sposarsi e programmare una vita dignitosa il futuro è nero nella terra dei "pastori e dei poeti". Con l'introduzione del Jobs Act che prevede tutele crescenti per i lavoratori neoassunti non ci sarà quella iniezione di fiducia che aspettano sia le imprese che il popolo italiano.

Inutili anche le soluzioni urlate e introdotte come la Garanzia Giovani e Welfare to work: serviranno solo ad alleviare temporaneamente la mancanza di reddito per migliaia di giovani abruzzesi e disoccupati over 30.

Purtroppo serve un piano concreto, misure ad hoc anche per settori completamente abbandonati come l'informazione sta vivendo una crisi atroce come dimostra la foto pubblicata in questo articolo.

Redazione Independent 

martedì 24 marzo 2015, 23:58

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