L'Europa boccia ancora l'Abruzzo dei Crodini per i fondi europei

Secondo il Sol24Ore la regione vanta il primato negativo nella capacità di spesa per il FESR. Forza Italia accusa il Governatore

L'Europa boccia ancora l'Abruzzo dei Crodini per i fondi europei
L'EUROPA BOCCIA ANCORA L'ABRUZZO PER LA QUESTIONE DEI FONDI EUROPEI. L’Europa boccia ancora l'Abruzzo per la capacità, o forse sarebbe meglio dire l'incapacità, di spesa dei fondi europei. E' quanto emerge da un report della Ragioneria Generale dello Stato che oggi viene pubblicato dal quotidiano Sole24ore che sta mettendo le ali all'opposizione alla maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale. Già nello scorso mese di marzo, poi, la Regione aveva ricevuto la tirata d'orecchie da parte dei buorcrati di Bruxelles che l'avevano insertita tra quelle meno virtuose d'Italia. Il governatore d'Abruzzo Luciano D'Alfonso si difese all'epoca sostenendo che era tutta colpa dei "Bevitori di crodino", una espressione che ci fece parecchio ridere ma che ben rendeva l'idea sulle 192 osservazioni ricevute dal nostro piano FESR 2014/2020. La maglia nera va all'Abruzzo per il Fondo Sociale Europeo e al Veneto per quanto riguarda il fondi di sviluppo regionale, ma anche la Lombardia si piazza nel gruppo di coda", così recita l'articolo della giornalista Chiara Bassi.
 
FORZA ITALIA CAVALCA L'ONDA DELLA POLEMICA. “Nonostante i continui e stucchevoli proclami del Presidente, la nostra regione mostra evidenti difficoltà nella capacità di spesa vanificando quanto di buono era stato fatto negli anni passati. L’Abruzzo – recita l’articolo del Sole24ore – che in precedenza era riuscito a piazzarsi entro la soglia di tolleranza, a fine maggio si è distanziato del 18,8%. Dopo 14 mesi di governo un risultato così negativo non è certo accettabile né comprensibile. E’ doveroso ricordare – sottolineano i Consiglieri forzisti - che quando ci insediammo nel 2009 quasi nulla era stato fatto dai nostri predecessori nell’ambito della programmazione Fse (lo stesso dicasi per il Fesr) e l’Abruzzo era all’ultimo posto in Italia, distaccatissimo da tutte le altre regioni. Abbiamo dovuto lavorare duramente per recuperare il tempo perso e nonostante le numerose difficoltà siamo riusciti a riguadagnare posizioni e dignità con il nostro impegno che è stato riconosciuto sia a livello nazionale sia europeo, senza dimenticare che dopo 100 giorni dal nostro insediamento c’è stata la tragedia del terremoto, questi sono i fatti e la dura realtà. Negli anni di governo del centrodestra siamo riusciti a riallinearci e a superare ai target di spesa mentre oggi, dopo oltre 1 anno di gestione D’Alfonso, dobbiamo registrare un grave rallentamento imputabile a due cause principali: in primis la clamorosa assenza di bandi ed un’attività rivolta soprattutto allo scorrimento delle graduatorie degli avvisi degli anni scorsi, segnalando una palese mancanza di idee e Programmazione (la P maiuscola è voluta) . Il secondo fattore riguarda la tanto annunciata rivoluzione amministrativa, cavallo di battaglia di D’Alfonso, che allo stato attuale (ma che perdura da almeno 6 mesi) ha prodotto solo caos (dimissioni e presto anche ricorsi) e il blocco delle strutture regionali impegnate nella rendicontazione e nella certificazione della spesa, atti fondamentali ed indispensabili. Nessuna Regione Facile e Veloce quindi ma solo una quantità di chiacchiere, annunci, proclami e autoesaltazioni che hanno prodotto il nulla, anzi ci hanno fatto fare solo passi indietro".

Insomma, come stanno le cose?

 
 
Redazione Independent
 

lunedì 13 luglio 2015, 15:13

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