Elettrodotto, cittadina vuole la reintegrazione del proprio bene

La signora Colanero ha avviato un'azione contro Terna. L'udienza, di fronte al giudice del tribunale di Lanciano, è prevista oggi in tarda mattinata

Elettrodotto, cittadina vuole la reintegrazione del proprio bene

SI TORNA IN TRIBUNALE. Dopo il caso Ferrante, questa mattina si torna in tribunale a Lanciano per un'udienza che vede contrapposti Terna e la signora Franca Colanero. Stavolta è stata una cittadina a portare la società energetica davanti a un giudice, e non il contrario. La Colanero, infatti, dopo essere stata vittima, l’8 luglio 2015, dei fatti accaduti in località S. Onofrio di Lanciano nel tentativo di presa in possesso del proprio fondo da parte dei funzionari Terna, sostiene di essersi vista costruire l’impianto sul proprio podere senza che fosse stata perfezionata, in nessun modo, l’immissione in possesso.

NESSUN NUOVO DECRETO. L’8 luglio 2015 l’immissione sul fondo della signora Franca fu sospesa e non eseguita, dando seguito a una serie di denunce-querele da ambo le parti. Dopo quel giorno la Colanero non ha ricevuto, come di rito, un nuovo decreto di immissione in possesso del proprio terreno, ma di contro si è vista realizzare sullo stesso l’opera. Così, attraverso l’Avv. Pietro Silvestri del Foro di Lanciano, ha avviato l’azione di reintegra del proprio bene nei confronti di Terna. Oggi alle 12,30 ne sapremo di più.

"Non riconoscere i diritti della signora Franca è praticamente impossibile - afferma il tecnico Antonio Di Pasquale - Di contro, riconoscerli significherebbe ordinare a Terna l’immediata rimozione delle opere e di ogni altro ostacolo presente sul fondo quindi il collegamento tra il sostegno n. 95 e n. 95/1 dovrebbe essere rimosso. Se si considera che il tratto di linea in questione di fatto è in abuso, assunto che il Comune di Lanciano, in relazione alla costruzione dei sostegni nn. 95 e 95/1, con atto prot. n. 4607 ha avviato, dal 13 agosto 2015 quando i tralicci non erano stati ultimati, nei confronti della Società Terna il procedimento di abuso edilizio chiedendo l'immediata sospensione dei lavori, senza vergognosamente ottenere ad oggi alcuna risposta dopo che il Ministero competente si è espresso non competente, e assunto che il Direttore Generale Grimaldi del Ministero dell’Ambiente ha evidenziato che il proponente per l’inizio dei lavori avrebbe dovuto attendere la conclusione positiva dell’iter di verifica di ottemperanza, iter di verifica di ottemperanza che ad oggi non si è concluso, il Giudice Istruttore del Tribunale di Lanciano, oltre a rendere giustizia ad un cittadino vittima di un probabile ulteriore abuso, non farebbe un euro di danno nel far smantellare una linea che di fatto non poteva in nessun modo, ad oggi, essere costruita".

La sentinella ambientale

lunedì 18 gennaio 2016, 09:44

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