Editoria: le promesse di Pulcinella per un settore scomodo a tutti

L'attesa conferenza regionale sull'Informazione non ha ancora prodotto nulla. Resta la speranza di una Legge organica per risolvere una crisi atroce

Editoria: le promesse di Pulcinella per un settore scomodo a tutti

EDITORIA: IL SETTORE AFFOGA E LA POLITICA NON FA UN BEL NIENTE. Che l'informazione, quella vera e libera, fosse un settore scomodo per chi occupa ruoli fondamentali nell'architettura amministrativa e politica dello Stato è argomento ampiamente risaputo. Non c'è nemmeno più bisogno di specificare le ragioni per le quali l'Italia sia precipitata al 73esimo posto nel mondo nella classifica della libertà di stampa, tanto ovvie esse siano: leggi severissime nei confronti dei giornalisti per quello che viene definito un reato d'opinione (la diffamazione), un rappolto malsano tra politica ed informazione a cui va aggiunta quella profonda crisi economica che sta letteralmente disintegrando la pluralità dell'informazione a vantaggio di pochi.

Giustamente in Abruzzo gli "Stati Generali dell'Editoria" hanno lanciato un grido d'allarme alle Istituzioni chiedendo una serie di provvedimenti, esattamente come avviene per altri settori dagli stabilimenti balneari alle aziende vinicole. Purtroppo mentre altrove (Lazio, Veneto, Toscana, etc) le misure sono già state introdotte ovvero sono entrate nella fase operativa, dalle nostre parti la politica continua a rimandare, essendo il problema "turistico": cioè rinviabile a dopo l'estate, e forse anche oltre. 

Ricordiamo che l'attesissima conferenza regionale sull'informazione, dello scorso 7 marzo, era già stata rinviata per ben tre volte, per ragioni varie più o meno giustificabili, e dopo che era stata annunciata in pompa magna in occasione della fiaccolata pescarese per la chiusura dello storico quotidiano Il Tempo.

Inutile ricordare le promesse fatte dai massimi esponenti della Regione Abruzzo. Tutti, a parole, si sono detti disponibili ad intervenire immediatamente per adottare una Legge Regionale di Sistema e che preveda il coinvolgimento di tutti gli operatori del settore, anche quelli dell'online che non beneficiano di alcun supporto mentre operano nello stesso mercato non concorrenziale. Che è necessario tutelare e proteggere il lavoro di centinaia di professionisti (editori puri, giornalisti) e favorire l'occupazione dei precari dell'informazione, e bla bla bla...

Il presidente del Consigli Regionale Giuseppe Di Pangrazio aveva dato la sua disponibilità per sollecitare l'Emiciclo a legiferare sul tema. L'assessore alle Politiche Sociali Marinella Sclocco aveva detto che la Garanzia Giovani sarebbe stata estesa anche al settore della comunicazione considerandone le problematiche. Il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso aveva assicurato il sindacato dei giornalisti ed il presidente dell'Ordine che si sarebbe occupato, tramite il dirigente Giovanni Savini, di elaborare una stesura dei bandi europei meglio specificando la parte che riguarda la pubblicità e le figure da impiegare nei progetti. Altri consiglieri regionali si erano interessati alle problematiche del settore chiedendo, persino allo scrivente, informazioni su come elaborare un testo efficace per dare un contributo ad un settore fondamentale per la democrazia e la crescita morale dell'Abruzzo. 

Tutto ciò, ad oggi, è rimasto lettera morta. Restano gli applausi ad Alessandro Biancardi, le pacche sulle spalle, i sogni da ufficio stampa, la mortificazione di centinaia di colleghi precari oltre il linciaggio mediatico e giudiziario della categoria dei giornalisti abruzzesi.

Per adesso ci limitiamo qui a riportare un sunto del record, quello delle parole gettate al vento.

Ray Manzarek 

mercoledì 18 marzo 2015, 07:22

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