Dossier Pentagono nel Vietnam

The Pentagon Papers, i famosi documenti sulla reale situazione della guerra in Vietnam e che rivelarono al mondo 30 anni di bugie e crimini degli Stati Uniti in Indocina

Dossier Pentagono nel Vietnam

DOSSIER PENTAGONO NEL VIETNAM. Nixon aveva perduto il senno e continuava a chiedere uomini e mezzi per tenere viva la fiaccola della cosiddetta guerra nel Vietnam. Ormai un po' tutti sapevano che la guerra era finita e l'America aveva ricevuto i piu' sonori ceffoni della sua esistenza. Dal '45 al 67 il Ministero della Difesa aveva visto alti e bassi e una serie di decisioni insensate. Negli Stati Uniti alcuni personaggi lavoravano dietro le quinte per cercare di mettere in chiaro la situazione. Uno era Daniel Ellsberg, ex marine e amico di McNamara. Era stato proprio il Ministro della Difesa a chiedere uno studio profondo ed aggiornato sulla situazione vietnamita. Ed aveva appreso che i presidenti avevano presentato un serie di bugie al pubblico ed al Congresso durante i 30 anni in cui gli Stati Uniti sono stati coinvolti nel sud est asiatico. Il famoso giornalista della CBS Walter Cronkite, amato e seguito da milioni di americani, decise di visitare un settore della guerra nel Vietnam e mi invito' di andare con lui in un volo della Air Force. Fu, per me, un onore e una occasione incredibile per imparare il mestiere. Furono anche momenti tristi in mezzo a tanti ragazzi feriti mortalmente. Scrissi un articolo iniziale ma i quotidiani di Milano mi fecero capire che sarebbe stato meglio restare al di fuori da "tutto quel casino". A un certo punto il presidente Johnson disse alla tv: se anche Cronkite e' contro la guerra in Vietnam, vuol dire che stiamo perdendo...". Aveva visto giusto. The Pentagon Papers sono la dimostrazione di quanto sia importante "dire la verita'" quando un po' tutto e' bugia. Inoltre dimostro' che perfino la Corte Suprema, dopo avere bloccato il passaggio del carteggio da Ellsberg al New York Times, torno' sui suoi passi e e diede carta bianca alla pubblicazione del dossier. Peccato che in qualche modo la Casa Bianca non ha mai voluto ammettere a viva voce: abbiamo sbagliato ad aiutare il regime di Diem con 29 mlioni di $ e quindi dare l'OK all'intera operazione. Del dossier stesso (migliaia di pagine) di quella che non era guerra ma police action, si puo' dire senza esitazione che il ruolo degli Stati Uniti in Indochina era scattato sotto false pretese. L'America aveva vinto guerre contro Germania e Giappone ed aveva cercato di seguire quella pista. Ma forse avrebbe dovuto imparare la lezione dai francesi, che lasciarono il Nam...insanguinati.


Benny Manocchia 

domenica 04 febbraio 2018, 12:44

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