Cesare Battisti può essere estradato in Italia a scontare la pena a quattro ergastoli

La Procura Generale Brasiliana ha respinto il ricorso dei legali dell'ex esponente dei Proletari Armati per il Comunismo: "La decisione finale spetta solamente al presidente Temer"

Cesare Battisti può essere estradato in Italia a scontare la pena a quattro ergastoli

CESARE BATTISTI PUO' ESSERE ESTRADATO IN ITALIA E SCONTARE LA PENA DI QUATTRO ERGASTOLI. Cesare Battisti può essere estradato in Italia a scontare la pena a quattro ergastoli. Lo ha stabilito la Procura Generale Brasiliana secondo cui ora “la decisione è esclusivamente del Presidente della Repubblica Michel Temer”. Il 31 dicembre 2010 l’allora Presidente della Repubblica Luiz Iniacio Lula Da Silva negò l’estradizione di Battisti concedendogli il diritto d’asilo. Il successore di Lula, la presidente  Dilma Rousseff, investì la Corte Costituzionale brasiliana del problema, che a sua volta negò l’estradizione sostenendo che l’ex aderente al gruppo Proletari Armati per il Comunismo avrebbe potuto “subire persecuzioni per le sue idee“.  Per la difesa ad incastrare l’ex esponente PAC, furono le dichiarazioni del pentito Pietro Mutti che, per avere sconti di pena, lo avrebbe incolpato. Cesare Battisti, evaso dal carcere di Frosinone nel 1981 si rifugiò in Francia e successivamente, quando si trasferì in Messico, venne condannato in contumacia all’ergastolo in quanto responsabile, secondo i giudici italiani, di 4 omicidi. Durante la latitanza, tra Francia e Brasile, ebbe modo di scrivere romanzi noir che gli hanno dato una certa notorietà. Si è sempre dichiarato innocente per quei delitti che sono scritti nelle sentenze definitive della giustizia italiana.

LE LEGGI SPECIALI DAL 1974 AL 1982. Il clima politico e sociale che c’era in Italia durante gli anni di piombo giustificò l’emanazione di una legislazione emergenziale che riduceva il diritto alla difesa dei presunti terroristi e dava notevoli poteri alle forze di polizia. Infine la legge sui pentiti dell’82, che concedeva sconti di pena ai cosiddetti pentiti, contribuì a sollevare seri dubbi sulla costituzionalità delle leggi speciali e che giustificò l’atteggiamento del Presidente francese Mitterand e del Presidente brasiliano Lula rivolto a concedere ospitalità ai rifugiati italiani accusati di terrorismo. Tanto che anche numerosi esponenti della cultura mondiale tra cui il premio Nobel Gabriel Garcia Marquez, Bernard-Henri Lévy, Daniel Pennac e esponenti sudamericani di Amnesty International  ecc. si  espressero contro l’estradizione sostenendo che le modalità del processo Battisti furono “sbrigative”, e svolte in assenza dell'esponente dei PAC.

Clemente Manzo

mercoledì 14 marzo 2018, 13:56

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