A Montesilvano la "Holding dello Spaccio" capace di muovere 40 kg di droga

Il capo dell'organizzazione un senegalese di 27 anni. Scoperto vertice, importatori, grossisti, spacciatori di medio livello e spacciatori da strada

A Montesilvano la "Holding dello Spaccio" capace di muovere 40 kg di droga

MONTESILVANO CAPITALE DELLO SPACCIO. Secondo i finanzieri del Comando Provinciale di Pescara era Abdou Mabye, senegalese di 37 anni, residente a Silvi (Te) ma domiciliato a Montesilvano (PE), già in stato di arresto per precedenti condanne, l'uomo in grado di muovere 40 chili di stupefacente a settimana lungo la costa adriatica senza però mai toccare personalmente un solo grammo di stupefacenti.

E' questo il risultato delle indagini dell'operazione antidroga "Ariosto" che stamattina all'alba ha portato in cella, ai domiciliari ovvero con all'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria di ben 29 persone: vertice, importatori, grossisti, spacciatori di medio livello e spacciatori da strada.

Questa Holding del Crimine, così è stata definita dagli inquirenti, poteva contare sui consigli di uno sciamano il quale suggeriva le condizioni favorevoli per far partire le partite di droga, basi logistiche in Senegal, dove lo stupefacente proveniente dal Sud-America veniva stoccato, e interi villaggi della Repubblica africana nei quali i giovani i narco-corrieri si addestravano per affrontare viaggi con centinaia di ovuli di stupefacenti all'interno dello stomaco

 


Le misure odierne si aggiungono ai 21 arresti in flagranza di reato già eseguiti nel corso delle indagini che hanno portato alla denuncia di complessive 93 persone ed al sequestro di circa 39 chilogrammi di marijuana, 3,2 chilogrammi di eroina, 200 gr. di cocaina, nonché di circa 20.000 euro in contanti.

Le indagini delle Fiamme Gialle pescaresi sono partite dal sequestro di una piccola quantità di marijuana nel mese di ottobre del 2013 nei confronti di un occasionale acquirente che si era rifornito presso un residence di Montesilvano (PE), in via Ariosto, rivelatosi poi, la roccaforte dell’organizzazione.

In quella circostanza l’analisi del telefono cellulare del fermato aveva rivelato importanti contatti che hanno consentito di ricostruire l’intera “filiera” criminale.

Oltre ai pedinamenti e ai servizi di osservazione, decisive sono state le intercettazioni telefoniche,
risultate oltremodo difficoltose sia perché le conversazioni avvenivano in codice ed in lingua madre
(senegalese – dialetto “wolof”), sia per l’estrema mobilità degli indagati che, peraltro, erano soliti
cambiare molto spesso utenze. In alcuni casi la banda, per sfuggire ad eventuali intercettazioni
utilizzava schede telefoniche intestate ad ignari cittadini. Quasi cento le utenze intercettate,
migliaia le ore di ascolto ininterrotto per oltre cinque mesi.

Impressionante il dispiegamento di forze messe in campo per fermare questa gang dello spaccio: oltre 120 militari, 4 unità cinofile, un elicottero MCH 109A NEXUS ovvero il mezzo dotato delle più moderne tecnologie per il controllo del territorio.

 

Redazione Independent

martedì 16 giugno 2015, 13:44

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