“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Smantellata piazza di spaccio in via Lago di Borgiano
L'operazione "Family Lock" ha portato in manette un nucleo familiare dedito alla vendita di cocaina e crack in un alloggio Ater. I dettagli nell'articolo
I Carabinieri di Pescara, coadiuvati nelle fasi esecutive dalle unità cinofile di Chieti, hanno dato esecuzione all’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Pescara con la quale, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini, è stata disposta la custodia cautelare nell’ambito del procedimento denominato “Family Lock”.
L’attività investigativa svolta, sviluppatasi nel corso di mesi di osservazione e raccolta di riscontri, ha permesso di ricostruire un quadro probatorio ritenuto inconfutabile dagli inquirenti: all’interno di un appartamento ATER nel quartiere Rancitelli ove è stata allestita una “casa” per la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e crack.
Le persone coinvolte raggiunte dalla misura disposta dall’Autorità Giudiziaria, tutte residenti nello stesso stabile di via Lago di Borgiano, fanno parte dello stesso nucleo familiare: una donna di 48 anni, ritenuta la domina dell’attività illecita, il compagno di 43anni, entrambi tratti in arresto ed associati presso le Case Circondariali, mentre i quattro figli di età compresa fra i 24 ed i 19 anni sono stati raggiunti dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Pescara.
Nel corso dell’indagine, iniziata lo scorso autunno, i militari hanno proceduto all’arresto in flagranza di due soggetti e hanno sequestrato quantitativi significativi di stupefacente segnalando molti assuntori all’Autorità Prefettizia.
Secondo quanto emerso, il nucleo familiare sarebbe stato in grado di rifornire circa 1.500 clienti al mese per un incasso stimato tra i €1.000 ed i € 2.000 al giorno.
L’operazione evidenzia come siano state impiegate tecniche investigative classiche e specializzate: pedinamenti, attività tecnica di riscontro, accertamenti sul territorio e l’ausilio delle unitàcinofile per individuare e sequestrare la droga. Il contrasto al fenomeno dello spaccio nei quartieri urbani più esposti resta una priorità per l’Arma che ha inteso colpire una rete di rifornimento e distribuzione con ramificazioni locali.
La scelta del nome “Family Lock” illustrerebbe, nelle ricostruzioni investigative, la centralità di un nucleo familiare nell’organizzazione delle attività illecite, con ruoli distinti ma integrati all’interno dell’abitazione. L’intervento odierno, inoltre, porta all’attenzione pubblica le dinamiche complesse che spesso legano la devianza minorile e giovanile a contesti di degrado sociale ed abitativo, temi sui quali le Forze dell’ordine e le Istituzioni locali stanno intensificando attività coordinate.
Sul fronte locale, l’operazione viene valutata come un passo importante per il ripristino della legalità nella zona e per la tutela della sicurezza dei residenti. L’Arma dei Carabinieri ha, inoltre, avviato tutte le procedure per la decadenza dell’assegnazione dell’alloggio ATER al nucleo familiare.
I prossimi sviluppi processuali chiariranno responsabilità e ruoli di ciascuno degli indagati; nel frattempo, l’azione dimostra la capacità investigativa dell’Arma nel colpire reti locali di spaccio e nel proteggere i quartieri più esposti alle attività criminali.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, non può essere considerato colpevole fino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva.




