“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Setta arresti per la banda delle “marmotte”: colpiti 12 bancomat tra Abruzzo e Sud Italia
Una serie di assalti pianificati ha fruttato oltre 220mila euro. Le indagini coordinate dalla Procura di Vasto hanno portato all’operazione “Device”
I carabinieri della Compagnia di Vasto hanno eseguito, nella mattinata di mercoledì 19 agosto 2026, sette ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Vasto, su richiesta della Procura locale. Le misure riguardano altrettante persone gravemente indiziate, a vario titolo, di furto aggravato e continuato in concorso e di fabbricazione, porto e detenzione di armi o esplosivi.
L’indagine, denominata “Device” e coordinata dal procuratore della Repubblica di Vasto Domenico Seccia, era partita dopo l’assalto compiuto nel luglio 2025 contro lo sportello ATM della BPER Banca di Gissi. Secondo l’impostazione accusatoria accolta nella fase cautelare, agli indagati vengono contestati complessivamente dodici assalti a sportelli bancomat commessi tra gennaio e settembre 2025 nelle province di Chieti, Avellino, Campobasso e Potenza, con l’impiego di cosiddette “marmotte esplosive”.
Nel Chietino gli episodi contestati riguardano Fossacesia, Gissi, Ortona, San Salvo e Tollo; nel complesso il profitto degli assalti è stimato in circa 220mila euro. Dalle indagini sarebbe emerso un sistema basato sull’individuazione preventiva degli obiettivi, la pianificazione delle trasferte, l’utilizzo di veicoli rubati o noleggiati e di telefoni cellulari intestati a terzi. Allo stato degli atti non sono emersi collegamenti con contesti di criminalità organizzata.
Le misure sono state eseguite in diversi centri della provincia di Foggia, in particolare nell’area di Cerignola, con il supporto del Comando provinciale di Foggia, dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori di Puglia”, degli artificieri del Comando provinciale di Bari e di unità cinofile antiesplosivo. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni personali e locali alla ricerca di armi, esplosivi e ulteriori elementi utili alle indagini.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che le contestazioni formulate hanno natura provvisoria: le persone sottoposte a misura cautelare devono pertanto essere considerate non colpevoli sino all’eventuale accertamento definitivo di responsabilità con sentenza irrevocabile.



