“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Quale futuro lavorativo per la Generazione Z?
L'assessore regionale alle attività produttive e lavoro Magnacca porta una riflessione occupazionale sui giovani nati tra il 1997 e il 2012
Modelli flessibili e il lavoro ibrido sono la priorità della GenZ. Cercano ritmi che permettano di gestire passioni e relazioni. L'idea di un posto fisso come obiettivo finale non è più predominante: l'incertezza economica spinge a diversificare, e l'idea di una carriera lineare lascia spazio a percorsi personalizzati, mutevoli e non convenzionali.
“Molti si affacciano alla "creator economy", sperimentando lavori paralleli e micro-imprese digitali. L’incertezza economica li spinge a diversificare, l’ambiente digitale offre gli strumenti per farlo; nella loro capacità di adattamento risiede uno dei punti di forza: sono pragmatici, aperti al cambiamento, capaci di reinventarsi e di imparare rapidamente nuove competenze. L’Intelligenza artificiale non è percepita come minaccia, ma come estensione naturale delle proprie capacità” evidenzia l’assessore.
La Gen Z la integra spontaneamente in: organizzazione personale, produttività, creatività, apprendimento; questo la rende la prima generazione realmente capace di lavorare in simbiosi con strumenti intelligenti.
“Devo constatare come le aziende che continuino a ragionare con logiche novecentesche rischiano di diventare irrilevanti. Per attrarre e trattenere talenti, è necessario avviare azioni concrete che garantiscano ambienti tecnologicamente avanzati, modelli organizzativi flessibili e welfare aziendale. Non è un caso che su questo aspetto la Regione Abruzzo non abbia mostrato esitazione ad investire risorse economiche del Fondo sociale prevedendo un avviso che si rivolge alle aziende e le spinge a elaborare e programmare politiche di welfare aziendale per incrementare il benessere dei propri lavoratori” spiega l’assessore.
“Per questo la Gen Z – conclude l’assessore Magnacca – non rappresenta una rottura, ma una anticipazione, perché sta vivendo oggi ciò che tutte le generazioni dovranno affrontare domani. Le loro richieste non sono eccentricità giovanili, ma indicatori di un nuovo equilibrio sociale ed economico in costruzione: è nostro dovere tenerne conto”.




