“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Operazione "Ricostruzione": infiltrazioni mafiose e corruzione negli appalti post-sisma
La Guardia di Finanza di Ancona smantella un sistema di truffa aggravata e corruzione: arresti e sequestro da 57 milioni
Un'operazione di vasta portata che tocca anche l'Abruzzo, denominata "Ricostruzione", ha portato all'esecuzione di 8 misure di custodia cautelare in carcere e al sequestro di beni per un valore superiore ai 57 milioni di euro. È il bilancio dell'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona, che ha fatto luce su un articolato sistema di truffa aggravata ai danni degli appalti per la ricostruzione privata post-sisma, caratterizzato da infiltrazioni di criminalità organizzata di stampo mafioso e da episodi di corruzione nel settore degli appalti pubblici. In totale sono 51 le persone indagate per questa vicenda, oltre 50 perquisizioni e acquisizioni documentali nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza che hanno impegnato circa 230 militari della Guardia di Finanza
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il sodalizio avrebbe sfruttato le procedure di assegnazione dei fondi destinati alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 2016 per ottenere indebitamente finanziamenti e commesse, avvalendosi di una rete di complicità e di infiltrazioni criminali che avrebbero condizionato l'intero ciclo degli appalti. Le indagini hanno evidenziato come il sistema illecito operasse tanto nel settore privato della ricostruzione quanto in quello degli appalti pubblici, con episodi di corruzione che avrebbero alterato la regolare concorrenza e la trasparenza delle procedure.
Le 8 misure di custodia cautelare in carcere e il maxi-sequestro di beni per oltre 57 milioni di euro rappresentano il risultato di un'attività investigativa complessa, condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona sotto la direzione della competente Autorità Giudiziaria. L'operazione conferma la particolare attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura nel contrastare i fenomeni di infiltrazione criminale e di corruzione nei settori economici strategici, in particolare in quei contesti — come la ricostruzione post-sisma — dove ingenti risorse pubbliche rendono il territorio particolarmente esposto a interessi illeciti.
Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e per ricostruire nel dettaglio i flussi finanziari e le connessioni del sodalizio, mentre gli inquirenti sottolineano l'importanza di garantire la legalità e la trasparenza in un settore cruciale per la ripresa delle comunità colpite dal terremoto.




