“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
L'inaugurazione di Stella Maris e il 'caso' Pino De Dominicis
Sinistra Italiana: "L’uomo che la portò alla Provincia lasciato fuori dalla cerimonia"
La Stella Maris ha riaperto. Lo storico edificio a forma di aeroplano sul lungomare di Montesilvano, uno dei manifesti dell’architettura razionalista del Novecento abruzzese, è stato restituito alla collettività come polo di formazione, ricerca e cultura grazie all’intervento dell’Università degli Studi “Gabriele d'Annunzio” di Chieti-Pescara. È una bella giornata per Montesilvano e per l’Abruzzo. Nella stessa giornata, però, si è consumato un episodio che getta un’ombra sul modo in cui questa provincia tratta la propria storia. Pino De Dominicis, già Presidente della Provincia di Pescara, non è stato ammesso alla cerimonia. Secondo quanto riferito "presentandosi all’ingresso, si è visto opporre che l’accesso era riservato ai soli invitati e che per entrare avrebbe dovuto attendere il giorno in cui l'edificio sarà aperto a chiunque. È tornato a casa da solo, in bicicletta, mentre la platea degli ospiti prendeva posto". “Provo sdegno - specifica Roberto Ettorre, segretario provinciale di Sinistra Italiana – AVS Pescara -. Non è una questione di galateo istituzionale, è una questione di riconoscimento della verità storica. Oggi si è celebrata la rinascita di un bene che appartiene al patrimonio della Provincia di Pescara per una ragione precisa: perché un Presidente della Provincia, oltre vent’anni fa, decise che quell’edificio abbandonato non dovesse finire in macerie. Quel Presidente è rimasto fuori dal cancello”. I fatti sono agli atti. Il passaggio dell’immobile dalla Regione Abruzzo alla Provincia di Pescara si perfezionò a metà del primo decennio degli anni Duemila, sotto la presidenza provinciale di De Dominicis. Un riconoscimento, a distanza di tempo, va rivolto anche alla Regione di allora, guidata da Giovanni Pace, che a quel trasferimento non frappose ostacoli e anzi ne colse il valore. Senza quel passaggio di proprietà, oggi non ci sarebbe stato nulla da inaugurare. Ne seguì una stagione di lavori. L’edificio, che gli anni avevano deturpato con volumi aggiunti e con strutture di sostegno applicate alle ali, fu ricondotto al disegno voluto dai suoi progettisti originari. Nello stesso cantiere si mise mano alla sicurezza statica della fabbrica, si rifecero integralmente serramenti e vetrate e si intervenne su alcuni ambienti interni: opere firmate dagli architetti Antonio Michetti e Tani Parere, ai quali va reso merito. Quando quella consiliatura si chiuse, a bilancio erano già stanziate le somme per condurre a termine il recupero. Da lì è passato un quarto di secolo di silenzi. “Quindici anni di attesa non cancellano quegli atti -prosegue Ettorre -. Chi oggi taglia un nastro dovrebbe avere l’onestà intellettuale di ricordare da dove si parte. La Provincia di Pescara è proprietaria della Stella Maris: aveva il dovere, e ogni possibilità concreta, di far sedere in prima fila l’amministratore che quella proprietà l’ha portata in casa. Non averlo fatto non è una svista, è una rimozione”. Sinistra Italiana – AVS Pescara chiede al Presidente della Provincia di Pescara Giorgio De Luca di assumersi la responsabilità politica dell’accaduto, di porgere scuse pubbliche a Pino De Dominicis e di promuovere un atto formale del Consiglio provinciale che dia conto dell’intero percorso amministrativo culminato nel recupero della Stella Maris, dall’acquisizione dei primi anni Duemila fino al cantiere di oggi. “Le istituzioni si misurano anche da come trattano chi le ha guidate prima – dice infine Ettorre -. Un ex Presidente della Provincia rimandato indietro dall’ingresso di un bene che ha salvato, e costretto a rifare la strada di casa in bicicletta, è l’immagine più eloquente di una classe dirigente senza memoria. Noi quella memoria la rivendichiamo, e ringraziamo Pino De Dominicis per il lavoro che ha fatto. Se oggi la Stella Maris è aperta, lo si deve anche a lui”.




