“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Italia divisa e Abruzzo in ginocchio: la frana di Petacciato blocca i binari e l'A14
Purtroppo i tempi di ripristino non saranno brevi
Non è un’interruzione temporanea, ma una ferita profonda che spacca in due il Paese. La riattivazione della frana di Petacciato, il fronte franoso più esteso d’Europa con i suoi 4 chilometri di instabilità, ha travolto i collegamenti tra Abruzzo, Molise e Puglia, lasciando migliaia di viaggiatori in un limbo di incertezza. Le piogge torrenziali della prima settimana di aprile – con picchi superiori ai 200 millimetri – hanno risvegliato il "gigante", rendendo impossibile ogni previsione sui tempi di ripristino. Se qualcuno sperava in una soluzione rapida, le parole di Fabio Ciciliano, capo della Protezione Civile Nazionale, sono state una doccia fredda: parlare di riaperture in 5 o 7 giorni significa essere "fuori strada". "La ferrovia passa letteralmente dentro la frana," ha spiegato Ciciliano. "Finché il terreno non si ferma, non è possibile alcun intervento infrastrutturale. I tempi si conteranno in settimane, se non mesi." La situazione per chi viaggia è drammatica. L'autostrada A14 è interrotta tra Montenero di Bisaccia e Termoli in entrambe le direzioni, mentre la linea ferroviaria Adriatica vive ore di paralisi totale nel tratto tra Vasto-San Salvo e Termoli. Molti convogli provenienti da nord terminano la corsa ad Ancona o Pescara. I collegamenti da e per la Puglia vengono dirottati sulla linea Foggia-Caserta-Roma-Bologna, con un drastico aumento dei tempi di percorrenza. Con la SS16 già parzialmente inutilizzabile per il crollo di un viadotto a Montenero, il traffico veicolare è al collasso, con code che hanno già toccato i 13 chilometri. Il blocco non è solo un problema logistico, ma rischia di diventare una catastrofe economica. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha già espresso forte preoccupazione per il rischio isolamento proprio alla vigilia della stagione turistica. Senza una dorsale adriatica efficiente, il Sud rischia di essere tagliato fuori dai flussi primaverili ed estivi. RFI e Trenitalia hanno attivato i protocolli di emergenza. Per chi decide di rinunciare al viaggio è previsto il rimborso integrale del biglietto. Il consiglio resta quello di monitorare costantemente i canali di infomobilità prima di recarsi in stazione, data la continua riprogrammazione dell'offerta commerciale che prevede cancellazioni e pesanti limitazioni. L'Abruzzo e il Molise restano a guardare la collina che scivola verso il mare, consapevoli che questa volta la natura ha imposto un pedaggio altissimo alla mobilità nazionale.




