“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Guardia di finanza, soccorsi a pagamento in caso di chiamate ingiustificate
I costi degli interventi saranno a carico di chi provoca volontariamente un’emergenza o chiede aiuto senza una reale necessità. Nessun pagamento automatico per chi si trova davvero in pericolo
La Guardia di finanza, insieme alle altre istituzioni militari e civili, concorre alle attività di soccorso in mare, in montagna, nelle aree più difficili da raggiungere e durante calamità o altre emergenze. Il Corpo può mettere a disposizione personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali. Con l’entrata in vigore delle nuove regole per gli interventi della Guardia di finanza, chi provocherà volontariamente, oppure attraverso un comportamento gravemente imprudente, una situazione tale da rendere necessario il soccorso dovrà sostenerne i costi. Il principio si applica anche a chi richiederà un intervento senza una reale necessità o in assenza di un giustificato motivo. L’obiettivo è evitare che richieste effettuate con leggerezza possano impegnare risorse pubbliche che, nello stesso momento, potrebbero essere necessarie per soccorrere persone realmente in pericolo.
Le nuove disposizioni non introducono un pagamento automatico per chiunque chieda aiuto. Chi si trova in una situazione di pericolo, o teme concretamente per l’incolumità di un’altra persona, dovrà continuare a chiamare i soccorsi senza esitazione. Prima verrà sempre prestato il necessario intervento. Solo dopo la conclusione delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato l’attivazione dei soccorsi. L’eventuale richiesta di pagamento, quindi, non scatterà in modo automatico, ma sarà legata all’accertamento di una condotta volontaria, gravemente imprudente o priva di una concreta giustificazione. Gli interventi possono durare diverse ore e richiedere l’impiego di numerosi operatori e mezzi. Una chiamata ingiustificata può dunque avere conseguenze rilevanti, perché rischia di sottrarre capacità operativa a un sistema chiamato a intervenire, spesso contemporaneamente, in più scenari di emergenza. Le nuove regole puntano quindi a tutelare le risorse pubbliche e a preservare la capacità di risposta della Guardia di finanza e dell’intero sistema nazionale di soccorso, senza scoraggiare chi ha realmente bisogno di aiuto.



