Fondovalle Sangro, abbattuto il diaframma della galleria

Per la CGIL Chieti serve ora una strategia complessiva per le aree interne

Fondovalle Sangro, abbattuto il diaframma della galleria: per la CGIL
Chieti serve ora una strategia complessiva per le aree interne*

Si è tenuto ieri, l'abbattimento del diaframma della galleria naturale
nell'ambito dei lavori dell'ultimo lotto della strada statale 652
"Fondovalle Sangro". L’opera pensata, programmata e in parte realizzata in
cinquant’anni, quando sarà completata rappresenterà un ulteriore tassello
strategico per il transito di persone e soprattutto merci tra l’adriatico ,
le aree interne dell’alto  Molise e il  collegamento anche verso il
tirreno, ottimizzando i tempi di percorrenza.

Come CGIL abbiamo sempre sostenuto che lo sviluppo e la crescita della
Provincia di Chieti, passa necessariamente attraverso opere
infrastrutturali compatibili con il territorio e con l’ambiente. Ma non è
concepibile che tali opere abbiano una gestazione di mezzo secolo.

La lungimiranza di chi negli anni sessanta attraverso la cassa per il
mezzogiorno ha pensato tale opera agganciata allo sviluppo della Val di
Sangro e non solo, la dice lunga sulla scarsa capacità invece di chi oggi
non ha una visione e vive solo di piccole progettualità ma senza una
strategia. Il piano regionale integrato dei trasporti con utilizzo dei
fondi di coesione 21-27, che prevede anche l’opera in questione, al momento
non ha realizzato grandi e significativi mutamenti sul tema della
movimentazione delle merci, dei passeggeri e della logistica, che restano
centrali se si vuole rendere competitivo e attrattivo un territorio. Una
pianificazione organica che tenga presente e integri lo sviluppo della rete
viaria, con la rete ferroviaria e marittima .

Ma le opere principali devono servire anche a creare interconnettività con
le aree interne e i piccoli Comuni. Questo significa creare arterie
secondarie adeguate, riqualificazione della viabilità ordinaria , messa in
sicurezza del territorio, interventi essenziali per dare valore aggiunto ad
una opera di tali dimensioni.

Allora bene che finalmente si fanno passi avanti per la fondovalle Sangro,
ma nel contempo, chiediamo a tutte le istituzioni a partire da quella
regionale, di avviare un altrettanta programmazione strategica rapida per
le opere secondarie senza le quali, le aree interne sono destinate ad un
lento ma inesorabile spopolamento come avviene già oggi.