Emidio Pepe se n'è andato

Il vignaiolo visionario che ha cambiato il vino d’Abruzzo è morto all'età di 91 anni. Lascia in eredità uno stile unico e un patrimonio culturale di inestimabile valore

Emidio Pepe se n'è andato

Emidio Pepe, figura mitica del vino abruzzese, è morto lasciando un’impronta profonda nella viticoltura italiana. Conosciuto per la sua visione rigorosa e per un rispetto quasi liturgico del tempo, Pepe ha costruito un progetto enologico che coniuga tradizione contadina e sperimentazione coraggiosa. Le sue bottiglie, spesso invecchiate per anni prima della commercializzazione, sono diventate simbolo di una filosofia: il vino come testimonianza del territorio e del paziente lavoro umano. Nato e cresciuto tra i vigneti, Pepe ha rifiutato metodi industriali preferendo pratiche artigianali e naturali, dalla coltivazione alla vendemmia manuale, fino a lunghi affinamenti in botti e bottiglie. Questa scelta gli ha attirato l’apprezzamento di critici e collezionisti, ma anche la stima di generazioni di viticoltori che hanno visto nel suo esempio una strada per valorizzare l’identità locale. La sua azienda è stata anche palestra per giovani vignaioli e spazio di confronto culturale sul futuro dell’agricoltura sostenibile. La scomparsa di Pepe (aveva 91 anni) apre ora una fase di riflessione per la comunità enologica abruzzese: preservare il metodo e lo spirito che hanno reso celebri i suoi vini, tutelare i vigneti storici e continuare a promuovere il legame tra vino, paesaggio e cultura rurale. Numerosi colleghi e amministrazioni locali hanno già annunciato manifestazioni di cordoglio e iniziative per ricordarne la figura, mentre gli estimatori attendono che le vigne e le bottiglie dell’azienda continuino a raccontare la sua storia.