“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Emidio Pepe se n'è andato
Il vignaiolo visionario che ha cambiato il vino d’Abruzzo è morto all'età di 91 anni. Lascia in eredità uno stile unico e un patrimonio culturale di inestimabile valore
Emidio Pepe, figura mitica del vino abruzzese, è morto lasciando un’impronta profonda nella viticoltura italiana. Conosciuto per la sua visione rigorosa e per un rispetto quasi liturgico del tempo, Pepe ha costruito un progetto enologico che coniuga tradizione contadina e sperimentazione coraggiosa. Le sue bottiglie, spesso invecchiate per anni prima della commercializzazione, sono diventate simbolo di una filosofia: il vino come testimonianza del territorio e del paziente lavoro umano. Nato e cresciuto tra i vigneti, Pepe ha rifiutato metodi industriali preferendo pratiche artigianali e naturali, dalla coltivazione alla vendemmia manuale, fino a lunghi affinamenti in botti e bottiglie. Questa scelta gli ha attirato l’apprezzamento di critici e collezionisti, ma anche la stima di generazioni di viticoltori che hanno visto nel suo esempio una strada per valorizzare l’identità locale. La sua azienda è stata anche palestra per giovani vignaioli e spazio di confronto culturale sul futuro dell’agricoltura sostenibile. La scomparsa di Pepe (aveva 91 anni) apre ora una fase di riflessione per la comunità enologica abruzzese: preservare il metodo e lo spirito che hanno reso celebri i suoi vini, tutelare i vigneti storici e continuare a promuovere il legame tra vino, paesaggio e cultura rurale. Numerosi colleghi e amministrazioni locali hanno già annunciato manifestazioni di cordoglio e iniziative per ricordarne la figura, mentre gli estimatori attendono che le vigne e le bottiglie dell’azienda continuino a raccontare la sua storia.




