“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Coppia ai domiciliari a Pescasseroli per estorsione da 110mila euro
L'imprenditore vittima di minacce di morte e violenze avrebbe pagato per mesi la presunta "protezione" offerta da un mediatore che si vantava di legami con la criminalità
Sono finiti nel mirino della giustizia i due coniugi quarantenni di Sora ritenuti responsabili di una pesante estorsione ai danni di un imprenditore edile del luogo. Rintracciati dai carabinieri del Nucleo Radiomobile a Pescasseroli, i due indagati sono stati sottoposti al divieto di dimora in provincia di Frosinone, mentre gli investigatori hanno dato esecuzione a un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di 110mila euro.
L'indagine, coordinata dalla Procura di Cassino, è partita dalla denuncia presentata dall'uomo d'affari, il quale ha raccontato agli inquirenti un incubo cominciato lo scorso febbraio. Secondo quanto ricostruito, l'imprenditore avrebbe subito pressioni costanti, con messaggi intimidatori recanti minacce di morte, violenze fisiche e persino il timore di un sequestro di persona. Una vera e propria campagna di terrore quotidiana che lo avrebbe spinto, nel giro di alcuni mesi, a versare circa 110mila euro ai due indagati.
Il meccanismo estorsivo si sarebbe avvalso di un presunto "mediatore", uno dei due coniugi, che avrebbe proposto all'imprenditore una via d'uscita dalla spirale di minacce, facendo leva su presunti contatti con ambienti criminali e offrendo una "protezione" a pagamento. L'uomo, vivendo in uno stato di forte timore, avrebbe assecondato le richieste, come documentato dagli investigatori attraverso i riscontri bancari sui prelievi effettuati dalla vittima.
Dopo il rintraccio a Pescasseroli, la coppia è stata accompagnata a Sora per la perquisizione dell'abitazione. Durante le operazioni, i militari hanno scoperto un complesso intreccio di rapporti finanziari: gli indagati risultano titolari di conti correnti presso ben undici istituti di credito diversi. A tutte le banche è stata notificata l'ordinanza di sequestro preventivo, congelando le disponibilità economiche riconducibili ai due coniugi.
L'inchiesta prosegue per fare piena luce sulla vicenda e verificare l'eventuale esistenza di altri episodi o complici. Per ora, i due quarantenni restano indagati a piede libero ma con l'aggravante misura del divieto di dimora nel Frusinate, lontani dal territorio in cui avrebbero orchestrato la presunta estorsione.



