“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
BdM-Credem, D'Alberto: "Tavolo con i nuovi vertici appena il quadro sarà definito"
Il Sindaco di Teramo chiede tutele occupazionali e investimenti sul territorio: "Serve un'assunzione di responsabilità da tutti i livelli istituzionali, non solo a parole"
"Appena il quadro sarà definito, convocherò un tavolo di confronto con i nuovi vertici". È l'impegno che il Sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, assume pubblicamente sul futuro di BdM (ex Banca Tercas, poi Popolare di Bari), al centro delle trattative in corso tra Mediocredito e Credem per l'imminente cessione dell'istituto di credito.
Il primo cittadino interviene dopo l'incontro dei giorni scorsi nella sede della CGIL e le interlocuzioni delle ultime settimane con sindacati e dipendenti, facendo proprie le istanze dei lavoratori. "Le trattative in corso – afferma D'Alberto – sollevano fisiologiche preoccupazioni, anche alla luce di quanto già vissuto e pagato negli anni dal nostro territorio in termini bancari. In queste settimane mi sono confrontato in più occasioni con i sindacati di categoria e con i lavoratori e non posso, ancora una volta, che fare mie le loro istanze, che coincidono con quelle del nostro territorio".
Al centro delle preoccupazioni del Sindaco ci sono la salvaguardia dei livelli occupazionali e la necessità di evitare un depotenziamento della presenza della banca sul territorio. "In questi anni ho sempre mantenuto un'importante e costante interlocuzione con i vertici dell'istituto di credito, volta non solo a garantire la presenza della banca sul territorio teramano ed abruzzese ma soprattutto a favorirne uno sviluppo che accompagnasse la crescita delle nostre realtà", ricorda D'Alberto, che poi aggiunge: "Proseguirò su questa strada, convocando un tavolo con i nuovi vertici non appena la situazione sarà definita. Serve, però, un'assunzione di responsabilità di tutti i livelli istituzionali e non solo a parole. Il Comune di Teramo c'è, come c'è sempre stato. Auspichiamo adesso un'azione comune a tutela del patrimonio umano e professionale di una banca che, fino ad oggi, attraversando difficoltà e cambiamenti, ha sempre contribuito, grazie al proprio patrimonio umano e professionale, a sostenere il tessuto socio-economico ed imprenditoriale".
Nel condividere la posizione espressa su questa linea dal consigliere regionale Giovanni Cavallari e nel prendere atto dell'interessamento del Presidente della Regione Marco Marsilio, il primo cittadino evidenzia la necessità di mettere in campo fin da subito azioni concrete per scongiurare un eventuale ridimensionamento della banca. "Come Sindaco ho sempre seguito da vicino le vicende che hanno interessato quella che ancora oggi resta la banca del territorio – prosegue – e proprio grazie all'interlocuzione con i vertici dell'istituto di credito, dopo una prima fase di ristrutturazione e riorganizzazione, insieme ai sindacati ottenemmo l'avvio di una fase di rilancio e investimenti nell'ottica della creazione di una grande banca strutturata per il Centro Sud. Oggi, questa fase, non deve essere concepita come il salvataggio di una realtà bancaria in sofferenza ma come un investimento per valorizzarne le potenzialità".
"Dobbiamo esserne tutti consapevoli ed esserne all'altezza – sottolinea il Sindaco – in considerazione dell'importanza strategica dell'Abruzzo che, con la forza e la capillarità dei presidi ex Tercas e la quota pescarese dell'ex Caripe, sviluppatisi in un'area territoriale extraregionale, non può che rivendicare un ruolo di primo piano e di traino, anche in relazione al tessuto imprenditoriale esistente e alle ingenti risorse che questo territorio è stato in grado di intercettare in questi anni".
La riflessione parte dalla storia della banca e dalle caratteristiche di un territorio composto prevalentemente da piccole e medie imprese, dove "la presenza delle filiali, il rapporto con l'utenza e soprattutto la conoscenza del tessuto economico-imprenditoriale sono fondamentali". "Il valore di ex Banca Tercas, poi Popolare di Bari e oggi BdM – conclude D'Alberto – risiede proprio nel suo aver saputo affiancare il territorio e il suo tessuto economico verso uno sviluppo equilibrato, basato sulla valorizzazione del profondo radicamento a cui corrisponde una fidelizzazione confermata nonostante tutte le note vicissitudini. Chi acquisterà la banca dovrà dunque necessariamente abbandonare qualsiasi logica di chiusure dei presidi sul territorio, confermando al contrario la propria presenza anche attraverso forme e strumenti innovativi che consentano all'istituto bancario di mantenere integra la propria capillarità territoriale".
L'ultimo passaggio è un appello a tutte le rappresentanze istituzionali: "Oggi è il tempo che tutte le rappresentanze istituzionali, dai Comuni alla Provincia, dalla Regione ai parlamentari abruzzesi in Parlamento, facciano fronte comune mostrando unità di intenti e prospettive, perché si tratta di un momento centrale non solo per il futuro economico di Teramo ma dell'intero Abruzzo".




