Asl Chieti: nuova rete e assunzioni per abbattere le liste d’attesa

Il piano della Direzione generale: 37 mila prestazioni l’anno e obiettivo 90% nei tempi di garanzia entro fine 2026

Asl Chieti: nuova rete e assunzioni per abbattere le liste d’attesa

Quando per una colonscopia programmata la prima disponibilità slitta oltre un anno, “gestire l’esistente” non basta più. A metà agosto erano circa 3 mila i pazienti senza risposta nei tempi di garanzia nelle classi di priorità della Asl Lanciano Vasto Chieti. Da qui il progetto del Direttore generale Mauro Palmieri: riorganizzare la rete di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva, anche con nuove assunzioni, per aumentare l’attività nelle cinque sedi e ridurre concretamente le liste d’attesa. Il documento, approvato dal Collegio di Direzione, traccia un percorso impegnativo ma necessario.

Il nodo critico riguarda soprattutto visite, gastroscopie e colonscopie. Nelle situazioni più rilevate ad agosto, la prima disponibilità per una colonscopia in classe “Programmata” superava i tempi di garanzia, così come quella per una gastroscopia in sedazione programmata. Migliore la risposta per le classi Urgente e Breve, ma comunque insufficiente rispetto al fabbisogno complessivo.

La riorganizzazione parte da un principio semplice: utilizzare meglio personale, spazi, tecnologie e agende già disponibili, facendo lavorare le cinque sedi come parti di un’unica rete aziendale. Le sedi restano nel sistema, con funzioni definite e una programmazione coordinata. L’intervento riguarda l’organizzazione delle attività, l’utilizzo delle sale anche nel pomeriggio e una distribuzione più equilibrata delle risorse professionali rispetto ai volumi programmati.

Il cambiamento più concreto è nei numeri. Il nuovo standard prevede 713 attività alla settimana: 235 visite gastroenterologiche, 178 gastroscopie e 300 colonscopie. Su 52 settimane significa stimare una produttività pari a 37.076 prestazioni l’anno: 12.220 visite, 9.256 gastroscopie e 15.600 colonscopie. Sono obiettivi di programmazione che dovranno tradursi in attività effettivamente erogata e che rappresentano il perno del piano per riassorbire progressivamente le attese.

Il riequilibrio del personale non modifica la presenza delle diverse sedi nella rete né cancella le funzioni assegnate ai singoli presidi:
•    Chieti continuerà a garantire diagnostica di primo e secondo livello, procedure complesse e screening.
•    Ortona manterrà diagnostica, chirurgia endoscopica e screening.
•    Lanciano continuerà con diagnostica di base, chirurgia endoscopica e screening.
•    Vasto manterrà il ruolo di riferimento aziendale previsto dal nuovo assetto, con lo sviluppo delle linee specialistiche e delle procedure a maggiore impegno clinico.
•    Atessa conferma il proprio ruolo nella rete aziendale: diagnostica di base di primo e secondo livello attraverso sedute programmate dei medici della rete, insieme al personale presente in sede. Il modello prevede ordinariamente due sedute di endoscopia alla settimana, con la possibilità di valutarne una terza in relazione alla domanda e all’organizzazione. La capacità teorica programmata è di 936 prestazioni l’anno.

“Questa manovra non si riduce a una semplice redistribuzione di personale da un ospedale all’altro – chiarisce Palmieri –. È mettere le équipe delle diverse sedi in condizione di raggiungere volumi di attività coerenti con il fabbisogno, utilizzando in modo più pieno le risorse già disponibili e cercando di ridurre le differenze nella capacità di risposta tra i territori”. Il progetto nasce da una ricognizione che ha riguardato anche spazi e tecnologie: nelle cinque sedi sono stati verificati sale endoscopiche, ambulatori, locali di supporto e apparecchiature. La nuova programmazione è quindi costruita sulla capacità reale e punta a utilizzare con maggiore continuità sale, tecnologie, personale e agende nell’arco della giornata.

Alla maggiore attività dovrà corrispondere una verifica altrettanto concreta dei risultati. La Direzione generale prevede di monitorare periodicamente il numero delle persone ancora senza risposta, il rispetto dei tempi delle classi di priorità, le prestazioni effettivamente prodotte nelle singole sedi, l’utilizzo delle sale e la mobilità passiva. L’obiettivo indicato per la fine del 2026 è superare il 90% di rispetto dei tempi di garanzia. Sarà questo il banco di prova della riorganizzazione: trasformare risorse e capacità disponibili in più prestazioni effettivamente erogate, ridurre progressivamente le liste d’attesa e permettere a un numero sempre maggiore di persone di trovare risposta all’interno della rete pubblica della Asl.