Abruzzo in ginocchio per le sanzioni alla Russia

Proprio nel momento in cui la nostra economia stava risollevandosi dopo la Pandemia ecco la mazzata su settori quali quello automobilistico, mobili e abbigliamento. Pesa la crisi energetica

Abruzzo in ginocchio per le sanzioni alla Russia

Le sanzioni economiche imposte alla Russia si ripercuotono gravemente, più che altrove, sulla nostra regione e proprio nel momento in cui l'Abruzzo stava per risollevarsi dall'impatto negativo del Covid sull'economia. Basti pensare che già tra il 2013 e il 2021 l'export verso la Russia era in calo del 75% ben più alto, in termini percentuali, di quello delle Marche -59,6%, della Toscana -40,4%, della Lombardia -30,4%, del Veneto -26,2% e dell' Emilia-Romagna -25,2% (fonte Abruzzolive del 27/2/22). Anche per il presidente Camera di Commercio Chieti Pescara, Gennaro Strever, “è fortemente a rischio l’equilibrio dell’economia regionale", già sofferente per colpa degli effetti della pandemia. La conferma viene dall'analisi dell'Agenzia di Sviluppo della camera di Commercio Chieti-Pescara sulle conseguenze del blocco dell'interscambio con la Russia. Per quanto riguarda l'export verso la Russia il settore automobilistico, che da solo rappresenta ben il 50% del PIL abruzzese, è fortemente a rischio. Non solo ma anche i settori dell'abbigliamento, dei mobili, sono colpiti dalle sanzioni imposte alla Russia. Pesanti ripercussioni derivano anche dalle mancate importazioni di prodotti agricoli come il grano il cui crescente costo sta facendo lievitare i prezzi di pane e pasta a livelli mai visti. Per non parlare dell'impennata dei prodotti energetici che sta colpendo pesantemente non solo le famiglie, ma pure il settore della pesca che, a causa del caro gasolio, ha costretto gli armatori a fermare i pescherecci nei porti. Anche il commercio con l'Ucraina, da cui ci proveniva una grossa fetta di prodotti agricoli, è fermo a causa della guerra che ha bloccato nei porti sul mar nero i carghi di grano per l'Italia.