Vasto. Lestofanti scatenati

C'è un problema sicurezza in città. Il consigliere regionale Desiati è stato visitato dai ladri per la seconda volta

Vasto. Lestofanti scatenati

NON C'E' DUE SENZA TRE - "A casa mia sono rimasti solo due radio, altrettanti televisori e un computer; non credo più valga la pena venire a rubare da me". Lo diceva Massimo Desiati nell'agosto di due anni fa. L'ex assessore regionale abruzzese parlava dopo il secondo furto patito in pochi mesi. Qualcuno era penetrato in casa sua, una bella villetta situata in via San Michele a Vasto, mentre il politico dormiva con la consorte, l'avvocato Elisa Pastorelli, e la figlia di 10 anni. I ladri, trovate le chiavi, avevano messo in moto la Mercedes classe "B" della moglie di Desiati ed erano filati via dopo aver aperto il cancello. Ebbene, non contenti, l'altra notte i malviventi sono tornati ancora una volta a fare visita a casa Desiati. Non c'è due senza tre, insomma. Solo che stavolta, come già annunciato dal buon Massimo ben due anni fa, sono rimasti a bocca asciutta. 

DAI GIOIELLI AL NULLA - E dire che all'inizio il bottino era stato più che consistente: con il primo furto, infatti, avvenuto durante il pomeriggio del Venerdì Santo di due anni fa, era stata violata la cassaforte a muro dov'erano custoditi gioielli e preziosi del valore di più di ventimila euro. "Non mi sono accorto di nulla - aveva detto Desiati, che aveva denunciato il furto ai Carabinieri - ma non so se i lestofanti abbiano usato il narcotico". Poi un invito ai topi d'appartamento: "Cambiate aria, da me non vale ormai più la pena di tornare". Desiati non mentiva, ma qualcuno evidentemente non gli ha creduto. Oppure, più semplicemente, non era al corrente del suo appello. 

ABBIAMO SCHERZATO, MA C'E' UN PROBLEMA SICUREZZA - Ora c'è da dire una cosa. Noi l'abbiamo messa in tono scherzoso ma, al di là della sfiga cronica che sembra colpire l'ex esponente di An, è opportuno sottolineare che Desiati ha informato l'opinione pubblica di tutte le rapine da lui subite non per sbandierare in piazza i propri drammi, o per fare la vittima, ma semplicemente perchè - partendo da un esempio personale - ha voluto sollevare una questione importante: quella della sicurezza, che a Vasto sembra essere sempre più una chimera. Sindaco Lapenna, che vogliamo fare? 



Nicola Chiavetta

giovedì 10 maggio 2012, 10:38

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