Qualche luce, tante ombre

Produttività. Governo e Bonanni «accordo porterà lavoro e salario». Ma se è così perchè la Cgil non ha firmato?

Qualche luce, tante ombre

PIU' OMBRE CHE LUCI  NELL'ACCORDO SULLA PRODUTTIVITA' Le parti sociali, sia quelle datoriali, sia quelle sidacali, hanno firmato l'accordo sulla produttività. Il Governo, che si è speso per il raggiungimento di quell'intesa, ha stanziato 2,15 miliardi di euro per finanziare la detassazione del salario di produttività derivanti dalle contrattazioni di secondo livello. Purtroppo le risorse non sono sufficienti per finanziare la detassazione della tredicesima mensilità, richiesta dalla CGIL, ma per il resto è un ottimo accordo a giudizio delle parti sociali che lo hanno sottoscritto.

SODDISFATTO IL GOVERNO E BONANNI. "Un passo importante per il rilancio dell'economia, la tutela dei diritti dei lavoratori e il benessere sociale", lo ha definito il premier Mario Montidello stesso tenore sono le dichiarazioni di Bonanni della Cisl, secondo cui "l'accordo porterà più salario e più occupazione". 

CRITICA LA CAMUSSOAllora perchè la maggiore organizzazione sindacale, la CGIL di Camusso ha detto no all'accordo? Il patto sottoscritto tra parti sociali e Governo presenta più di un'incognita pericolosa e riguarda essenzialmente la possibilità di derogare ai contratti collettivi nazionali, quelli di primo livello, che stabiliscono delle condizioni minime, di salario, di orari, di tutela dei diritti, ecc. al di sotto delle quali non è possibile scendere, nemmeno siglando dei contratti aziendali, quelli cosidetti di secondo livello per intenderci. La nuova intesa, in deroga, potrà consentirlo col risultato che, non solo che le retribuzioni possano essere ancora più basse delle attuali, ma che anche gli orari, i turni ecc. possano essere modificati in senso peggiorativo. Per esempio, l'accenno all'impiego delle tecnologie, previsto nell'accordo, potrebbe consentire l'introduzione delle telecamere allo scopo non dichiarato, ma possibile, di "spiare" i lavoratori. 

E SE FOSSE UN BLUFF? Se le preoccupate previsioni della Camusso sono verosimili, le conseguenze dell'accordo comporteranno una ulteriore diminuzione delle retribuzioni reali, già più basse rispetto ai paesi più industrializzati e perfino di quelle della Spagna. La diminuzione del potere d'acquisto che ne conseguirebbe, certamente non aumenterà la domanda interna di beni e servizi ma contribuirà, viceversa, all'aggravamento della crisi produttiva. Duro è il  commento della Camusso che ha affermato: "L'intesa è coerente con la politica del Governo che scarica sui lavoratori i costi per uscire dalla crisi".

Clemente Manzo

 

venerdì 23 novembre 2012, 15:31

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