La "chiave" è Grasso

La "Via Crucis" di Bersani: Sì al "Governissimo" con Berlusconi e poi al voto. Marini Presidente?

La "chiave" è Grasso


LA VIA CRUCIS DI BERSANI. Bersani sa benissimo che con Grillo (che lo chiama ancora "Gargamella") non troverà mai l'accordo. Mentre dall'altra parte le "Sirene" - Prestigiacomo, Carfagna, Comi - lo stanno chiamando manco fosse l'Ulisse dell'Odissea. «Noi siamo disponili», hanno "cinguettato" le deliziose "berluschine" non affatto infatuate dalla sua verve. Il segretario dei "Democrat", inoltre, è consapevole di essere fuori dal "futuro" poichè il partito che guida si è spontaneamente consegnato al sindaco di Firenze Matteo Renzi che scalpita per la candidatura a premier. Eh, già. Infatti, tra un anno, forse anche meno, si tornerà alle urne perchè il Governo della Legislatura N.XVII° (numero sfortunato) non avrà vita se non dal punto di vista tecnico. Cosa accadrà? Noi un'idea dello scenario ce l'abbiamo. "Governissimo" e voto. Ma prima bisogna risovere il nodo del Capo dell'Esecutivo.

CAPO DEL GOVERNO GRASSO, SENATO AL PDL, MARINI AL QUIRINALE. Il dato è stato tratto. Napolitano - in scadenza di settenato e non si ricandiderà - ha deciso di puntare sulla Costituzione affidando il mandato esplorativo al segretario del Pd. Ma la "chiave" per sbloccare la situazione è un'altra: si chiama Pietro "Foglia di Fico" Grasso. Il magistrato palermitano, infatti, si è reso disponibile ad accettere l'incarico di Capo di Governo; lo scontro televisivo con Travaglio - Ah, proposito! Sembrava di stare da Maria De Filippi e non a "Servizio Pubblico" - ha ampiamente fatto capire le sue intenzioni. In questo modo si libererebbe lo "scranno" della seconda carica dello Stato richiesto - come è inevitabile che sia in un quadro così "inciucioso" - dal partito dell'Uomo di Arcore. Forse ancora Schifani? Quanto alla questione "spinosa" dell'elezione del Presidente della Repubblica Berlusconi è consapevole che la sua ascesa al Colle non sarà in questa vita. E se fosse l'abruzzese Franco Marini il nome che metterebbe tutti d'accordo? Il sindacalista di San Pio delle Camere, infatti, è dato come "papabile" successore del "cerchiobottista" napoletano. Risolte queste "minuzie" toccherà poi fare le cose "serie": modificare la legge elettorale, sciogliere le Camere, e proclamare nuove elezioni. Ci sbagliamo? Forse. Ma commette errore soprattutto chi pensa che, in questo modo, il MoVimento 5 Stelle verrà depotenziato. Insomma, come diceva il Trap: "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco".

Marco Beef

domenica 24 marzo 2013, 13:18

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