In centinaia sotto la pioggia per chiedere “giustizia e verità” per Alessandro Neri

Sono passati 20 giorni dalla morte di Alessandro Neri, da quel maledetto giovedì 8 marzo quando il corpo del 29enne di Spoltore è stato trovato senza vita. E ancora nessuno risulta indagato

In centinaia sotto la pioggia per chiedere “giustizia e verità” per Alessandro Neri

IN CENTINAIA SOTTO LA PIOGGIA PER CHIEDERE "GIUSTIZIA E VERITA". Sono passati 20 giorni dalla morte di Alessandro Neri, da quel maledetto giovedì 8 marzo quando Aaron il cane molecolare spoltorese ha fiutato il suo corpo senza vita. E ancora nessuno risulta indagato. Si batte ogni pista. Ma finora nessuna ha portato ai responsabili di questo assurdo omicidio. La ricerca della verita' è stata invocata ancora una volta, ieri sera, dalla coraggiosissima Laura Lamaletto, alla testa del corteo attraverso il cuore di Pescara, cui hanno partecipato centinaia di persone: soprattutto parenti e amici del ventinovenne di Villa Raspa, ma anche semplici cittadini emozionati e desiderosi di dare un conforto umano nonostante la pioggia. Nelle parole dell'italo-venezuelana, residente a Spoltore da molti anni, c'è tutto l'impegno di una madre che si batte per un figlio che non c'è più. "Cerco la verità per Ale", ha raccontato la donna, "ma io penso che questa è la verità di tutti, di tutti i genitori che hanno figli". E, poi, è vero che Pescara "sta, ahimè, credo a questo punto che sta diventando una città che non ci piace", perchè sono troppi i delitti di violenza che hanno riguardato, negli ultimi cinque anni, l'area metropolitana. Impossibile dimenticare la morte di Jennifer Sterlecchini o quello di Monia Di Domenico, psicologa di Francavilla al Mare, oppure anche il delitto del musicista Fausto Di Marco, tanto per fare degli esempi che hanno toccato particolarmente questa redazione. "Io potevo farne a meno di questa cosa per Ale - ha spiegato la Lamaletto - perché la verità sono sicura che verrà fuori, gli inquirenti lavorano in un certo modo, potevo fare a meno di questa cosa anche perché i miei figli sono ormai tutti fuori e non vivono più qui, ma non voglio abbassare, non voglio né omertà, né menefreghismo, quindi la verità è di tutti, è la verità di Ale, ma usatela tutti come la verità vostra". Insomma, da ricordare a memoria e da ripetere fino a che i protagonisti, o il killer di questa bruttissima e insopportabile pagina nera, non vengano assicurati alla giustizia.

Redazione Independent

lunedì 26 marzo 2018, 02:44

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