Il subcomandante Marcos lascia la guida dell'EZLN

Sta facendo il giro del mondo la notizia del rivoluzionario messicano che fece sognare col mito del nuovo "Che" Guevara

Il subcomandante Marcos lascia la guida dell'EZLN

MESSICO. IL SUBCOMANDANTE MARCOS LASCIA L'ESERCITO EZLN. Il subcomandante Marcos (19 giugno 1957), rivoluzionario messicano e portavoce dell'EZLN annuncia di aver lasciato la guida dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale. La notizia sta facendo il giro del web e sta gettando nello sconforto coloro che vedevano nel subcomandante insurgente il nuovo Che Guevara.

Sebbene Marcos (o il sup) compaia pubblicamente soltanto con il volto coperto da un passamontagna, il governo messicano il 9 febbraio 1995 ha dichiarato di averlo identificato nella persona di Rafael Sebastián Guillén Vicente (Tampico, Messico, 19 giugno 1957), un ex-ricercatore dell'università di Città del Messico.

Marcos si rivelò al mondo quando nel 1992 alla guida di un gruppo di ribelli messicani occupò la città di San Cristobal de las Casas, in Chiapas, una delle zone più povere di tutto il Messico, per denunciare la condizione di ingiustizia sociale alla quale era stato relegato il popolo dei campesinos


Noi di Abruzzo Independent, da sempre grandi ammiratori del lavoro umano del subcomandante, vogliamo ricordarlo in uno dei suoi scritti più belli e che, a nostro modesto avviso, meglio rappresentano l'ideologia del rivoluzionario del Terzo Millennio: "Marcos è gay a San Francisco, nero in Sudafrica, asiatico in Europa, chicano a San Isidro, anarchico in Spagna, palestinese in Israele, indigeno nelle strade di San Cristóbal, ragazzino di una gang a Neza, rocker a Cu, ebreo nella Germania nazista, ombudsman nella Sedena, femminista nei partiti politici, comunista nel dopo Guerra fredda, detenuto a Cintalapa, pacifista in Bosnia, mapuche nelle Ande, maestro nella Cnte, artista senza galleria o cartelle, casalinga un sabato sera in qualsiasi quartiere di qualsiasi città di qualsiasi Messico, guerrigliero nel Messico della fine del XX secolo, scioperante nella Ctm, reporter di note di riempimento nelle pagine interne, maschilista nel movimento femminista, donna sola nella metro alle 10 di sera, pensionato annoiato nello Zócalo, contadino senza terra, editore marginale, operaio disoccupato, medico senza impiego, studente anticonformista, dissidente nel neoliberismo, scrittore senza libri né lettori e, certamente, zapatista nel sud-est messicano. Marcos è tutte le minoranze rifiutate e oppresse, resistendo, esplodendo, dicendo "¡Ya basta!" – Ora Basta! Tutte le minoranze nel momento di parlare e maggioranze nel momento di tacere e sopportare. Tutti i rifiutati cercando una parola, la loro parola, ciò che restituisca la maggioranza agli eterni frammenti, noi. Tutto ciò che dà fastidio al potere e alle buone coscienze, questo è Marcos. E, per questo, tutti noi che lottiamo per un mondo diverso, per la libertà e l'emancipazione dell'umanità, tutti noi siamo Marcos".

Redazione Independent

domenica 25 maggio 2014, 22:17

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