Grasso spacca l'M5S

L'elezione del Presidente del Senato grazie ai voti dei "Senatori 5 Stelle". Napolitano e l'ipotesi Governissimo

Grasso spacca l'M5S

PIETRO GRASSO E' IL NUOVO PRESIDENTE DEL SENATO. L'ex procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, 67 anni, è stato eletto presidente del Senato. Come per la sua collega della Camera Laura Boldrini il senatore Pd è stato eletto dopo tre "fumate nere", cioè alla quarta votazione a scrutinio segreto. Grasso ha battutolo sfidante Renato Schifani, esponente del PdL, con 137 voti a 117. Conteggiando le schede bianch, chee sono state 52, si è evinto che Grasso ha ottenuto 12 voti in più di quelli disponibili alla coalizione del centrosinistra (125). Secondo gli analisti, infatti, i voti proverrebbero, molto probabilmente, dal Movimento 5 Stelle. Infatti, Schifani ha ricevuto tutti i voti di cui dispone il centrodestra.

MSS SPACCATO? Dunque, desta meraviglia la "spaccatura" all'interno del Movimento 5 Stelle al Senato per l'elezione del nuovo presidente. I senatori "grillini", infatti, sono in totale 53. Orellana ha ottenuto 5 voti, Grasso ha ottenuto 14 voti in più rispetto ai senatori del centrosinistra - 12 in più se consideriamo a favore di Grasso il voto di Colombo e del valdostano -, le schede bianche sono state 31 in più rispetto ai senatori montiani. Impossibile non notare la scena sui banchi occupati dal Movimento dopo lo scrutinio: era volti increduli, a tratti intenti a confabulare col vicino. Dominava il silenzio mentre nelle altri parti dell'aula scoppiava l'euforia. Prima del voto i "Senatori 5 Stelle" si erano scontrati in una riunione turbolenta, con discussioni e grida.

 

QUALE SCENARIO DI GOVERNO? Un Governo a firma Bersani sembra sempre più improbabile. Infatti, dopo l'elezione di esponenti di Sel e del Pd come seconda e terza carica dello Stato, la posizione del candidato premier di Bettola è sempre più delicata. Secondo fonti vicine al Colle Napolitano starebbe tentando la via del "governissimo": cioè quella di tentare un accordo impossibile tra Pd e Pdl. Ma è evidente che per raggiungere questo scopo sarà inevitabile far fare un passo indietro allo "Smacchiatore di Giaguari". Se Mattero Renzi accettasse l'accordo sarebbe già concluso ma dubitiamo che il sindaco fiorentino possa accettare un simile compromesso.

Marco le Boeuf

sabato 16 marzo 2013, 19:19

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