Garante Detenuti Abruzzo. Cresce la mobilitazione per Rita Bernardini

Il popolo del web sostiene il segretario del Partito Radicale, 63 anni, ex onorevole della Repubblica Italiana. Ma è davvero candidabile?

Garante Detenuti Abruzzo. Cresce la mobilitazione per Rita Bernardini

GARANTE DETENUTI ABRUZZO: CRESCE SOSTEGNO AL CANDIDATO RITA BERNARDINI. Ormai sembrano essere tutti con lei, o quasi. Il segretario del Partito Radicale Rita Bernardini, 63 anni, ex deputato della Repubblica Italiana, continua a mietere adesioni a sostengno della sua candidatura alla figura di Garante dei Detenuti abruzzesi. Prima c'è stato l'endorse di Adriano Sofri e quello di Ilaria Cucchi, poi è intervenuta l'Unione delle Camere Penali per spingerne l'elezione così come il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Camillo D'Alessandro, ha ribadito che la maggioranza di centrosisnistra voterà per lei. Sul web è partita una campagna social, promossa da Amnistia, Giustizia e Libertà, che ha raccolto oltre 100 adesioni in un'ora e circa 1000 nelle prime 24 ore. E sempre su Facebook addirittuta il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso e' intervenuto per ribadire la sua posizione: "Rita, io ti voto e ti faccio votare! Il mio voto anche in presenza di imprecisioni procedurali. La tua e' una candidatura verita', per il valore della tua esperienza. Non era necessario il Tar, ma adesso con il Tar anche la pigrizia di qualcuno diventa mobilitazione. Il prossimo Consiglio sara' risolutamente competente... Nel tuo caso la votazione coincide con una 'restituzione'...". Del resto, la trasversalita' della candidatura di Rita Bernardini e' tale che ha ricevuto sostegno "bipartisan"; da Luigi Manconi (Pd) a Paolo Tancredi (Ncd), da Maurizio Acerbo (Prc) a Riccardo Chiavaroli (Fi). Gli unici finora a non essersi espressi in favore del segretario del Partito Radicale sono stati i cinque 'grillini' eletti in Consiglio regionale, che si sono astenuti dalla votazione, qualche consigliere di maggioranza ed i big di Forza Italia (Lorenzo Sospiri, Gianni Chiodi e Paolo Gatti).

ELEZIONE IL PROSSIMO 27 OTTOBRE MA C'E UN PROBLEMA. Insomma, almeno a parole, sono tutti con Rita Bernardini ma toccherà convincere qualche membro dell'opposizione per eleggere, martedì 27 ottobre 2015, il segretario del Partito Radicale. Servono, infatti, almeno 21 voti favorevoli che al momento non ci sono. E poi bisognerà fare anche i conti con un grosso problema: Rita Bernardini è davvero candidabile? La questione è stata sollevata da più candidati alla figura di Garante dei Detenuti che in questi giorni ci hanno contattato per portare alla luce quanto sostenuto dalla stessa in una intervista pubblicata sul sito dei radicali italiani"Sono un’'impresentabile' vera", dice la Bernardini lo scorso 29 maggio a poche ore dalle elezioni regionali. "Infatti, per le condanne ricevute per le disobbedienze civili che da vent’anni porto avanti con il movimento radicale per la legalizzazione della cannabis, non posso candidarmi alle elezioni amministrative, regionali comprese. Alle politiche nazionali ed europee, invece, sono 'presentabile'. È la legge, bellezza. E, quando non c’è la legge, c’è Bindi". Queste le parole pronunciate da una donna (di grande valore) che si autodefinisce "impresentabile doc" potrebbero rivelarsi un pericoloso boomerang per la sua elezione che appare ormai cosa scontata. Infatti è vero che il TAR ha riammesso la Bernardini esclusa dalla presidenza del Consiglio Regionale, ma il Tribunale Amministrativo non è entrato nel merito della questione della sua candidabilità. E c'è chi è già pronto a presentare ricorso contro la sua eventuale elezione "per espressa previsione normativa" sicuro anche di "vincerlo" rovinando dunque i piani di quello che sembra, almeno sulla carta, un accordo fatto. Insomma, siamo davanti ad un vero casino, quello dell'elezione del Garante dei Detenuti, ormai più caso politico che problema di rispetto dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.

GLI ALTRI CANDIDATI. Gli altri candidati, a meno di clamorose rinunce, sono Paolo Albi, ex consigliere comunale di centrodestra a Teramo e Giorgio Lovili, ex segretario generale del Comune dell’Aquila, Manlio Madrigale del centro di Civicrazia di Chieti, Gianmarco Cifaldi, professore di Sociologia all’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, Rosita Del Coco, docente di Diritto penitenziario a Teramo, Carlo Di Marco, prof di Scienze politiche a Teramo, Antonio Di Biase, docente di Diritto civile all'Università di Foggia, Marco Manzo, editore, collaboratore de Il Fatto Quotidiano e presidente di PiùAbruzzo, Francesco Lo Piccolo della onlus Voci di Dentro, Fabio Nieddu, ex responsabile della Croce Rossa di Chieti, Ariberto Grifoni, Danilo Montinaro, psichiatra, Fiammetta Trisi, direttore dell’Ufficio detenuti e trattamento del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di Pescara e l'avvocato Salvatore Braghini.

Redazione Independent 

lunedì 19 ottobre 2015, 15:27

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