E se a rubare è l'esattore?

Tributi Italia Spa: frode da 100 milioni. Coinvolto il Comune di Sulmona per un contenzioso da 440mila euro

E se a rubare è l'esattore?
DOVE SONO FINITI I SOLDI DELLE NOSTRE TASSE? Si sente puzza di marcio esaminando le vicende che riguardano la Tributi Italia Spa ed è logico aspettarsi nuovi sviluppi, in quest'Italia dove gli scandali non scandalizzano più nessuno. In breve questi i fatti: La Tributi Italia Spa, società incaricata di riscuotere i tributi locali come Ici e Tarsu, da ben 400 comuni italiani ed altri Enti, non versava  nelle casse comunali i tributi pagati dai cittadini.
BUCO DA 100 MILIONI. Tanto è l'ammontare delle somme che l'amministratore delegato Giuseppe Saggese avrebbe distratto e non versato. L'accusa parla di circa 20 milioni: soldi che Saggese sarebbe riuscito ad appropiarsi durante la sua presidenza nella società. Nell'elenco dei 135 Enti, in attesa delle imposte non riscosse, figura anche il Comune di Sulmona con un credito in contenzionso di 440.000 euro. Saggese - lo ricordiamo - è finito in carcere insieme ad altre 4 persone con l'accusa di peculato, frode e omesso versamento ed altre 5 sono indagate a piede libero. 
L'INCHIESTA VA AVANTI. Ciò che sorprende, e giustifica qualche cattivo pensiero, è che la Tributi Italiana Spa è stata dichiarata fallita nel 2009. Nonostante ciò la società ha continuato ad operare. Eppure non poteva certo lamentarsi visto che gli aggi, a cui aveva diritto, erano enormi: con picchi che arrivavano addirittura al 70%.  
LA DENUNCIA DI RITA DI BERARDINO La radicale Rita bernardini è stata la prima a sentire puzza di marcio sulla vicenda dei tributi: già nel 2008  ha prodotto, insieme ad altri ben 4 interrogazioni parlamentari, l'ultima delle quali è del 25 gennaio 2011. La Berardini chiedeva al Ministro dell'Economia che allora era l'onorevole Giulio Tremonti "un'indagine ispettiva e la trasmissione degli eventuali atti alla Corte dei Conti per configurare un danno erariale. Sollecitavamo leggi per fissare la misura massima dell'aggio concedibile alle società di riscossione, garanzie per le somme incassate e limiti temporali all'affidamento.In poche parole uno strumentouno strumento legislativo che potesse garantire innanzitutto i cittadini
contribuenti degli Enti locali"

VIGILARE  PER IL FUTURO. Poiché a partire dal primo gennaio dell'anno prossimo, ad Equitalia non sarà più possibile occuparsi delle tasse dei comuni, ai privati si prospetta un business di 1 miliardo di Euro. I rischi di nuovi scandali non saranno solo teorici se non saranno previste rigide sanzioni per tutelare i cittadini.
Clemente Manzo

giovedì 04 ottobre 2012, 16:30

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