Aquilani contro

Pezzopane prima scarica Marini poi accusa il concittadino Vespa: «Nessuno mi ha ceduto il posto»

Aquilani contro

 

IL QUIRINALE DIVIDE L'AQUILA. Stefania è piccina, fisicamente non raggiunge il metro e sessanta di altezza. Ma si quando vuole si fa sentire, eccome! Ieri se l'era presa col collega di partito, Franco Marini, per la nota questione della candidatura "inciucio" a cui l'ex Presidente del Senato si sarebbe prestato. Questa volta, invece, è toccato al concittadino-giornalista Bruno Vespa subire gli strali - mandati via mail - dell'assessore alla Cultura del Comune di L'Aquila. «Gentile Direttore - scrive la Pezzopane - ho appreso con un certo sconcerto che un professionista e uomo di cultura come Lei, si faccia amplificatore del messaggio misogino e falso che sarei stata eletta grazie al passo indietro del Senatore Marini e che il risultato raggiunto non sia merito mio, ma dovrei ringraziare e compiacere qualcuno. Non so davvero da quale fonte abbia attinto la notizia. Le assicuro che è falsa e lo stesso senatore Marini ha più volte smentito, in precedenza, questa ipotesi Faccio appello alla sua deontologia professionale per chiederLe, com’è giusto, il diritto di replica». Forse alla senatrice aquilana non è piaciuta la difesa dell'ipotesi 'governissimo' proposta dal tandem B&B (Berlusconi e Bersani). «A differenza di alcuni - ha spiegato la Pezzopane - non sto in politica per concessione di un capo, ma per scelta dell’elettorato e non ho mai voluto svolgere il ruolo di controfigura. Sono abituata a combattere e a rappresentare, come posso, la volontà degli elettori. Credo conosca bene la tenacia e l’orgoglio delle donne aquilane. Il mio partito ha stabilito di candidare capolista chi avesse vinto le primarie. In Abruzzo così è accaduto, tanto per me, quanto per il mio collega Giovanni Legnini alla Camera». Sul voto a Stefano Rodotà, che ha fatto indispettire Vespa, ha tenuto, infine, a precisare che «non è stato un voto contro Marini, ma contro strani intrecci e una logica sbagliata, che hanno esposto lo stesso Marini a critiche ed attacchi esagerati. Errori che hanno costretto il PD a cambiare rotta. Non ho sbagliato io a votare, era l’operazione politica ad essere sbagliata. Marini è stato solo una vittima». Insomma, nel Pd si sapeva che era il partito dell'eterno litigio ma che il contagio si fosse trasferito a L'Aquila lo ignoravamo.

Marco Beef



venerdì 19 aprile 2013, 15:30

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