All'Abruzzo non piace l'informazione "scatenata", tocca alla Mandara e RAI difendersi

Al Fatto Quotidiano ci definiscono in "malo modo" paragonandoci ad una regione del sud Italia dove c'è poca libertà. Ecco forse perchè non vengono approvate norme a sostegno del settore

All'Abruzzo non piace l'informazione "scatenata", tocca alla Mandara e RAI difendersi

ALLA REGIONE ABRUZZO NON PIACE L'INFORMAZIONE "SCATENATA". Il comunicato spedito dall'Ufficio Stampa della Presidenza della Regione Abruzzo, che mette molti mi piace su facebook nelle pagine dei colleghi, ci invia la nota a proposito della polemica scoppiata sul 'Masterplan', che pubblichiamo integralmente, che spiega molto dell'atteggiamento dell'Ente regionale, guidato dal centrosinistra, verso l'informazione "scatenata",cioè quella che fa quel che deve nell'interesse del bene supremo del cittadino chiamasi 'diritto alla conoscenza':

In relazione alle notizie apparse nei giorni scorsi sul blog Maperò e riprese ieri (senza peraltro assumere alcun elemento di riscontro) dal Tgr Abruzzo nell’edizione delle 19.30, aventi ad oggetto il Masterplan per il sud, è doveroso, nell'interesse dell'Ente, già gravemente leso dalla portata intrinsecamente falsa e diffamatoria delle notizie medesime, precisare la verità dei fatti e stigmatizzare un modo di fare contro-informazione che ha come prima vittima gli stessi utenti, lettori e telespettatori, per di più residenti sul territorio regionale.

Il complesso lavoro sulla formazione del documento ha avuto e ha la diretta e attentissima regia del vertice politico e tecnico dell'Ente, con il massimo coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interessi, idee e progetti. É radicalmente contrario al vero affermare che il Masterplan sarebbe stato "bocciato" dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e "rispedito al mittente". E infatti sono tuttora in corso utili e fruttuose interlocuzioni tra i vertici della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Direttore Generale, avv. Cristina Gerardis e il Direttore del Dipartimento dello Sviluppo Economico dott. Tommaso Di Rino, finalizzate a definire correttamente e in modo omogeneo rispetto alle altre regioni del Sud il testo del Patto, che verrà sottoscritto entro questo mese tra il Presidente Renzi e il Governatore D'Alfonso.

Pertanto, ciò che è stato diffuso è, come detto, non solo profondamente falso e frutto, invero, di una pura invenzione, ma idoneo a cagionare alla Regione e al territorio un gravissimo danno all'immagine, alla reputazione nonché un potenziale e non calcolabile pregiudizio economico. Sarà cura degli uffici legali valutare con quali modalità verranno assunte tempestive iniziative a tutela della Regione, da svolgersi nell'immediato nelle opportune sedi giudiziali e stragiudiziali.

Peraltro, trattasi almeno della seconda volta che accade un fatto del genere: la scorsa estate era stata data una notizia destituita di ogni fondamento circa un fantomatico scioglimento del Consiglio regionale ad opera della Corte dei Conti, eventualità poi smentita da un comunicato dalla stessa Corte.

Avv. Cristina Gerardis, Direttore Generale della Regione Abruzzo.

Ora non entriamo nel merito della questione visto che l'argomento rapporto potere-mezzi di comunicazione è "vecchio" come il cucco e, come testimonia Reportes sens Frontieres, l'Italia resta anche nel 2015 a metà classifica, al 73° posto, dopo la Moldavia ma prima del Nicaragua. Però ancora una volta ci sentiamo di stigmatizzare con forza queste dichiarazioni di "guerra" contro chi cerca di informare il cittadino coi mezzi di cui è a disposizione e spesso viene boicottato perchè le informazioni si nascondono nei luoghi più insidiosi. Noi di AbruzzoIndependent.it, che siamo un piccolo giornale, in questi quattro anni di vita abbiamo subito di tutto, persino le minacce di morte....Al di là di ciò aspettiamo di vedere applicata, e ci meravigliamo che nessun 'grillino' ne abbia colto la valenza, la proposta di legge per destinare una quota simbolica (anche 1%) di ogni avviso pubblico, appalto, incarico assegnato da un Ente pubblico per 'informazione e trasparenza' attraverso i media che non godono di alcuna sovvenzione. Ecco in questo modo si 'libererebbe' la stampa e si incentiverebbe un settore avversato da tutti: politici, magistrati, giudici, avvocati, commercialisti, poliziotti, dipendenti pubblici e persino Enti regionali.

Redazione Independent

venerdì 04 dicembre 2015, 08:49

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