... e "governissimo" sia!

Alla fine si è tenuto il famoso incontro tra i due leader. Grillo grida all'inciucio "a porte chiuse".

... e "governissimo" sia!

BERSANI INCONTRA BERLUSCONI.  Alla fine si è tenuto il famoso incontro tra i due leader, ma lontano da telecamere e giornalisti. Come preteso da Bersani il faccia a faccia è avvenuto in una sede istituzionale a Montecitorio ". Quindi "nè ad Arcore nè a Palazzo Grazioli", come ci aveva tenuto a sottolineare il segretario del Pd in polemica con Renzi che invece è stato ospite di Berlusconi ad Arcore. Il confronto programmato che verteva sulla scelta del nuovo Presidente della Repubblica si è concluso praticamente con un nulla di fatto. Il vice segretario del Pd, Enrico Letta, al termine del colloquio, ha dichiarato che non si sono fatti nomi, ma si è solo parlato dei criteri per individuare una rosa di personalità.

RESTANO DISTANTI LE POSIZIONI TRA I DUE LEADER. Dunque in quei 70 minuti di conversazione non si è parlato né di nomi e tantomeno di governo, ma solo di criteri generali per la scelta del nuovo inquilino del Colle. E' noto infatti che l'ala Bersaniana del Pd è contraria a raggiungere un accordo complessivo con il Pdl sia sulla scelta del successore di Napolitano e sia sul nuovo Governo. "No al
governissimo" aveva detto Bersani, mentre Berlusconi auspicava "un governo politicodi larghe intese in grado di compiere scelte condivise". Bersani, che non si fida del Cavaliere ha ricordato che "a tre mesi dalle elezioni ci ha lasciati soli a sostenere il governo Monti", per passare all'opposizione. Il Pd perciò proseguirà la serie degli incontri con le altre forze politiche a cominciare dal M5S e dalla Lega al fine di eleggere un Presidente della Repubblica che rappresenti l'unità nazionale e largamente condiviso dai partiti.

GRILLO GRIDA ALL'INCIUCIO. "Inciucio a porte chiuse", ha definito l'incontro Bersani-Berlusconi il leader del M5S che ha aggiunto: "si sono incontrati in un luogo segreto lontano da webcam, telecamere e giornalisti e hanno deciso il loro candidato per la Presidenza della Repubblica". Per
marcare la differenza dai vecchi partiti l'ex comico ha ricordato che " Il nome per il Quirinale che proporrà il M5S, non sarà scelto nelle segrete stanze, ma votato on line a partire dall'11 aprile". Il nome che verrà fuori sarà quello che il M5S voterà nelle sedute congiunte Camera-Senato. Anche dalla dichiarazione della capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi, sembra di capire che il M5S, non sarà disponibile a scendere a compromessi. Grillo e Casaleggio pensano certamente che la democrazia di Internet, sia la forma più alta di democrazia, ma sanno anche bene che gli aderenti al
movimento non rappresentano l'intero paese. Quindi l'ostinazione a non trovare un accordo con le altre forze politiche, spingerà ancora una volta Bersani tra le braccia di Berlusconi con sommo gaudio di D'Alema &C. Per quanto concerne poi la pretesa superiorità della democrazia veicolata sulla rete basta ricordare ai grillini che mentre alle "parlametarie" per eleggere i candidati a Camera e Senato, hanno partecipato sul web circa 20.000, mentre alle primarie del Pd circa 1 milione di persone.

Clemente Manzo

mercoledì 10 aprile 2013, 20:34

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