Wistleblowing!

La nuova legge protegge chi segnala evitando che possano essere licenziati, trasferiti, demansionati o sanzionati oppure sottoposti ad altri comportamenti vendicativi

Wistleblowing!

APPROVATA LA LEGGE "WISTLEBLOWING". Moltissimi ritengono che la corruzione sia il nemico che gli italiani devono affrontare ogni giorno. Un malcostume che, oltre ad essere in contrasto con l’idea di uno stato giusto ed imparziale, incide nella vita economica del paese, distorce la competizione sia tra i soggetti economici che tra gli individui più meritevoli, e produce danni quantificabili in miliardi di euro.

Non solo. La corruzione è anche un grande ostacolo agli investimenti internazionali rappresentando un maggior costo d’impresa.

E’ un problema endemico per una nazione clientelare come la nostra che è sempre stato difficile da estirpare. La statistica ci dice che in Italia solo lo 0,6% di chi commette reati di corruzione, viene condannato ad una pena detentiva, a fronte dell’11% di altri Paesi come ad esempio la Germania. Non solo, spesso chi denuncia viene considerato un delatore da punire ben più di chi si macchia dei reati che grazie alla segnalazione sono stati portati alla luce.

Fortunatamente, qualcosa sta cambiando ed il 15 novembre 2017 verrà ricordato come il giorno in cui l’Italia ha compiuto un concreto passo avanti nella lotta alla corruzione.  E’  questa la data in cui la Camera dei Deputati ha definitivamente approvato la legge sul “whistleblowing”, fortemente voluta dal Movimento 5 stelle e dal Dott. Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, ma approvata da una maggioranza trasversale composta anche da PD e Lega e Fratelli d’Italia.

La normativa cerca di minare il sistema corrotto dall’interno incentivando la denuncia e la segnalazione di comportamenti illeciti alle autorità che si occupano della loro repressione, e lo fa in maniera semplice e quasi intuitiva: offrendo una tutela effettiva e concreta ai dipendenti pubblici e privati che decidono di segnalare eventuali condotte illecite di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito del proprio rapporto di lavoro.

Denunciare, fino ad oggi, spesso ha rappresentato un atto eroico, e chi lo ha fatto è stato spesso oggetto di condotte ritorsive o lesive della propria attività lavorativa. La nuova legge protegge chi segnala evitando che possano essere licenziati, trasferiti, demansionati o sanzionati oppure sottoposti ad altri comportamenti vendicativi.

Questo risultato è perseguito in primo luogo garantendo entro certi limiti l’anonimato del segnalante. In seconda battuta, si considerano nulli gli atti discriminatori e ritorsivi e si comminano, nell’ambito degli enti pubblici, delle pesanti sanzioni pecuniarie nei confronti di chi cerca di ostacolare i denuncianti, o nel caso in cui le segnalazioni non siano adeguatamente verificate.

Inoltre, al fine di scoprire le condotte illecite si consente a chi ne é custode di sollevare il velo del segreto, d’ufficio, professionale ma anche scientifico ed industriale al fine di portare alla luce i comportamenti illeciti.

Sicuramente è un testo legislativo non perfetto che cerca un bilanciamento tra le esigenze di difesa chi viene accusato (che non necessariamente potrebbe essere colpevole delle condotte che gli sono imputate) e di chi denuncia, ma rappresenta indubbiamente un primo passo verso la giusta strada da percorrere.

Silvia Cipolloni

mercoledì 15 novembre 2017, 20:06

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