Voto. Perchè ci temete?

Merkel e Obama preoccupati per la stabilità finanziaria Ue e il ruolo "strategico" dell'Italia nel mediterraneo

Voto. Perchè ci temete?

VOTO. I TIMORI DI UE E USA. A maggio scade il settennato di Giogio Napolitano e da più parti, e dallo stesso Mario Monti, gli sono arrivati inviti a restare per altri 7 anni il nostro Presidente della Repubblica. Forse a causa dell'età avanzata, il prossimo 29 giugno compirà la bellezza di 88 anni, ha nettamente rifiutato l'invito. Sta di fatto, però, che la sua attività politica, fatta di numerosi vertici con le diplomazie estere, ultimamente quasi frenetica, sembra quella di un cinquantenne. Infatti negli ultimi mesi è stato in Francia e negli Stati Uniti, tra poco andrà in Germania e subito dopo riceverà le massime autorità Usa. 

BENEDETTO XVI E MERKEL. I PROSSIMI INCONTRI. Tra poco a San Pietro saluterà Benedetto XVI, con cui da tempo ha  una rapporto di stima di rispetto reciproci. Successivamente il 26 febbraio, quando la tensione nel paese sarà al calor bianco per il responso delle urne, il Capo dello Stato italiano volerà a Berlino, su invito del presidente federale tedesco Joachim Gauck. Nel corso della visita Napolitano incontrerà anche Angela Merkel. La visita, programmata appena dopo il voto, rivelano quanta importanza assuma il voto italiano per la Germania e per la stessa UE.

LE PREOCCUPAZIONI DELLA GERMANIA. Non è un mistero che nel paese teutonico si faccia il tifo per il candidato premier Monti, che ieri aveva inopportunamente dichiarato che la Merkel «non auspica il PD al governo». Poco convincente è stata la smentita della cancelliera tedesca che, a tal proposito, ha in un'intervista ha dichiarato che «spetta agli italiani scegliere il proprio governo, e io non mi mischio in suggerimenti o congetture»Anche il presidente del parlamento europeo, quel tal Schultz che Berlusconi aveva proposto per il ruolo da Kapò in un film, è intervenuto esplicitamente sulla campagna elettorale italiana dichiarando al quotidiano Bild che «Silvio Berlusconi ha già fatto precipitare l'Italia in caduta con la sua irresponsabile guida di governo e con le sue scappatelle personali». Come non dargli torto dopo la vergognosa gaffe fatta a Mirano. Alla vittima, una collaboratrice di Green Power, ha detto «Lei viene? Quante volte?», ribadendo così , qualora ce ne fosse bisogno, di essere un irrecuperabile maschilista per non dire di peggio. Il Presidente socialdemocratico Schultz che si è pure espresso favorevolmente ad un governo a guida Pd, ha fatto gridare allo scandalo alla coalizione di centro-destra guidata dal Cavaliere.

L'IMPORTANZA DEL VIAGGIO DI NAPOLITANO NEGLI USA. Nella recente visita negli USA Napolitano, probabilmente, ha cercato di rassicurare Barack Obama preoccupato per i riflessi  del voto sulla politica estera italiana. Infatti la Sel, Rivoluzione civile, M5S ed in misura minore il PD, mettono in discussione le spese militari eccessive e le missioni di pace. Non sfugge al Presidente USA e al suo staff  l'importanza che l'esito del voto  e lo stallo successivo hanno in questa fase delicata della congiuntura internazionale.

IL RUOLO DELL'ITALIA NEL MEDITERRANEO. Per gli USA infatti il nostro paese assume un ruolo strategico nello scacchiere  mediterraneo reso  instabile dalla crisi economica e sociale che investe tutti  i paesi nordafricani e medio orientali come la Siria. Che l'interesse  dell'amministrazione di Obama sia focalizzato sul nostro paese lo dimostra il fatto che il presidente USA, sarà a Italia nel mese di giugno, preceduto dal nuovo segretario di stato John Kerry che ha scelto non a caso l'Italia come tappa del suo  primo viaggio all'estero. I temi degli incontri, ad alto livello verteranno sulla guerra civile in Siria e sul rafforzamento dell'alleanza atlantica. Napolitano dunque sta svolgendo in questo periodo di instabilità, un importante ruolo diplomatico non solo nei rapporti con i paesi dell'UE, ma anche nei rapporti con l'alleato nordamericano. Quando Monti ha invitato Napolitano a restare per altri 7 anni al Quirinale, ha pensato probabilmente che nessuno meglio di lui avrebbe potuto assicurare continuità alla politica che lo stesso Napolitano ha finora svolto. Come sappiamo il presidente ha ringraziato per la stima, ma ha escluso un suo ritorno a fine mandato, ma come lo stesso Monti ha insegnato i "no" anche decisi alla fine possono diventare "si". Molto dipende da che scheda elettorale noi italiani  infileremo nelle urne.

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venerdì 22 febbraio 2013, 21:12

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