Villa Pini. Sospetti del Garante su "affair" da 30 mln

Nel mirino dell'Antitrust l'aggiudicazione delle cliniche private appartenute ad Enzo Maria Angelini. C'è stato il cartello?

Villa Pini. Sospetti del Garante su "affair" da 30 mln

Dopo il fallimento del re delle cliniche in Abruzzo Vincenzo Angelini, 4 tentativi di vendite all'asta falliti, finalmente sembrava conclusa la vicenda di Villa Pini acquistata nell'ultima asta dalla società Santa Camilla partecipata da alcune grosse società operanti nel campo della sanità abruzzese. Ma la telenovella sulla sanità privata non è ancora finita. Il procedimento dell’Antitrust nasce da un esposto inoltrato nell’interesse della Seagull di Nicola Petruzzi dall’avvocato Francesco Anglani dello Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo , titolare della società Seagull che controlla il policlinico di Abano Terme, sta conducendo un'istruttoria sulle case di cura Pierangeli-Spatocco, Villa Serena, Di Lorenzo e Villa Letizia, sospettate di aver stipulato un cartello per escludere Petruzzi dalle aste per l'aggiudicazione delle cliniche fallite già controllate dal re delle case di cura private Vincenzo Angelini.

Fino a poco tempo fa per più di 2 anni la clinica di Villa Pini, con ben 522 posti letto e con 30 milioni annui di fatturato, era stata data in affitto a Petruzzi dopo la dichiarazione di fallimento della clinica e in attesa della sua vendita all'asta. Villa Pini faceva parte del gruppo con a capo Vincenzo Angelini accusato di bancarotta fraudolenta per un  un buco di circa 200 milioni. Angelini, condannato a 3 anni e 6 mesi, è stato il grande accusatore di Del Turco condannato a sua volta a 9 anni e 6 mesi. Secondo quanto affermato da Nicola Petruzzi, le cliniche private sotto inchiesta avrebbero raggiunto l'intesa anche per evitare di farsi concorrenza tra loro nell'aggiudicazione delle aste per la vendita delle altre due strutture dell'impero di Angelini, in modo da acquisirle con il minimo dispendio economico. E così la casa di cura Santa Maria è finita al solo Di Lorenzo, attraverso la controllata Villa Gaia, e la clinica Sanatrix, nelle mani di Villa Letizia uniche partecipanti all'asta fallimentare. Per l'asta di Villa Pini, invece, si sarebbe costituita un'apposità società  la "Santa Camilla", partecipata da Pietrangeli, Spatocco, Villa Serena della sorella di Petruzzi e Di Lorenzo.

Le società che, singolarmente, non avrebbero potuto fronteggiare la concorrenza di Seagull, avrebbero raggiunto così  un "conventio adescludendum" di Petruzzi. In tal modo Santa Camilla si sarebbe aggiudicata l'asta pagando poco più di 30 milioni, importo praticamente pari al  fatturato di un anno della clinica, mentre la Seagull non ha potuto offrire più di 26.750.000. Ora l'Antitrust, ha tempo fino al 31/12/2014 per archiviare l'inchiesta o sanzionare la Santa Camilla.

Clemente Manzo

giovedì 14 novembre 2013, 12:30

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