Via dalla crisi con la Costituzione

Nasce a Pescara Ars: Associazione Riconquistare la Sovranità. Ed è boom di click su youtube

Via dalla crisi con la Costituzione

COME SUPERARE LA CRISI? CON LA COSTITUZIONE. Cosa hanno in comune Pescara, Madrid, Dublino e Atene? Cominciamo dall'evidenza più semplice: l'appartenenza all'Eurozona. La crisi. I tagli della spending review. In poche parole: la mancanza di sovranità. Se non ci vedete nulla di strano, è certamente normale. Se non ci vedete nulla di problematico, però, vuol dire che non avete riflettuto abbastanza su questo tema. A illustrare le difficoltà che discendono dalla mancanza di sovranità, democratica e monetaria, ci stanno pensando invece da tempo i soci dell'ARS, l'Associazione Riconquistare la Sovranità, che qualche giorno fa è stata presentata anche a Pescara al palazzo della Provincia. Un boom di pubblico, oltre 130 persone, che si sta registrando soprattutto virtualmente: online infatti gira da giorni il video introduttivo della presentazione “Il tradimento del sogno europeo”, in cui viene spiegato “Come gli italiani hanno svenduto il paese ai Mercati e perché recuperare la sovranità per la piena attuazione della Costituzione repubblicana”.

IL MOOD PESCARESE. Quattro i soci promotori della sezione pescarese dell'associazione, già operativa su tutto il territorio nazionale: Andrea Franceschelli, Gianluca Baldini, Giovanni Muzii e Lorenzo D'Onofrio. Avvocati, imprenditori, studenti, ognuno di loro ha un pezzo di storia di raccontare, ma una soprattutto una certezza: avanti così, signori, non si può andare.
“Basta un confronto della Carta costituzionale con i testi comunitari per rendersi conto che se vogliamo scuola per tutti, sanità a servizio della collettività ed economia reale in buona salute dobbiamo cambiare strada. La nostra Costituzione si pone ormai sempre più in contrasto con i Trattati europei - spiegano i soci pescaresi – Un esempio concreto? Avete presente l'infelice affermazione di Monti sull'insostenibilità del servizio sanitario? Bene, immaginate ora di essere un malato. Immaginate di abitare a Cugnoli, o a Paganica, a Pescara, o a Silvi. Immaginate che lo Stato, persa la sovranità, non abbia più soldi per garantire l'ospedale più vicino a voi. Immaginate di dover pagare dei privati per curarvi...se siete abruzzesi sapete cosa vuol dire. Immaginate di dover guadagnare abbastanza da poter pagare un'assicurazione privata. Immaginate magari di provenire da una fabbrica fallita, o da una zona terremotata. Trovate che sia difficile se non impossibile trovare una cura? Bene, allora avete appena cominciato ad interrogarvi sull'opportunità di restare ancora nei Trattati comunitari”.

Redazione Independent

venerdì 30 novembre 2012, 11:23

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