Via Leopardi. Verità nascoste

Quattro coltellate: una ha reciso le carotidi. La pista dell'amico resta calda: ucciso per un piccolo debito

Via Leopardi. Verità nascoste

L'OMICIDIO DI NICOLA BUCCO. Che cosa è successo il pomeriggio del 14 novembre, tra le ore 14,30 e le 15, nell'appartamento al primo piano in via Leopardi, nella zona del porto di Pescara, lo ha spiegato l'anatomopatologo, Cristian D'Ovidio, incaricato dalla procura di Pescara (Pm Gennaro Varone). L'autopsia sul cadavere di Nicola Bucco, 52 anni - operaio, sposato con un figlio, qaulche piccolo precendente - ha attribuito la morte alle ferite riportate da quattro fendenti di un'arma a lama importante, al momento ancora ricercata, alla gamba, uno al torace, uno alla guancia e quello letale, che gli ha reciso le carotidi, alla gola. 

L'IMPRONTA. Gli uomini della scientifica hanno isolato un'impronta nel sangue che, molto probabilmente, dovrebbe essere quella dell'assassino. Certamente la vittima conosceva il suo aggressore infatti la porta era semi aperta e non presenta alcun segno di effrazione. Poi, nessun vicino - eppure quel palazzo è molto popolato - ha sentito grida nè litigare segno che il delitto sia maturato all'improvviso, magari anche da una conoscenza o frequentazione della vittima. Anche le utenze telefoniche, oltre che le immagini di alcune telecamere potrebbero inchidare l'assassino alle sue responsabilità. Ma si tratta di mettere insieme tutti i tasselli dell'indagine e, soprattutto, farli coincidere in maniera efficace anche dal punto di vista processuale.

IL MOVENTE. Gli uomini della Squadra Mobile hanno ascoltato con interesse le parole di Vittorio Massacesi, amico e coinquilino, nonchè scopritore del cadavere di Bucco. Massacesi, gestore di un bar al porto, aveva raccontato all'investigatore Pierfrancesco Muriana la sera stessa dell'omicidio di  sapere chi l'aveva ucciso. «L’ha fatto per 150 euro, li ho visti litigare», ha detto. Ed è proprio nelle conoscenze e frequentazioni di Bucco che gli uomini della Squadra Mobile stanno cercando l'assassino. L'uomo indicato da Massacesi sembrerebbe avere un conto in sospeso con la vittima per un computer venduto e mal funzionante. Che possa essere stato proprio lui ad ucciderlo in preda ad un raptus d'ira?

redazione independent

venerdì 16 novembre 2012, 18:07

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