Usa. Sì ai matrimoni gay

La Corte Suprema afferma che non si può discriminate tra quelli etero e omosessuali. Obama su Twitter: "Love is Love"

Usa. Sì ai matrimoni gay

LA CORTE SUPREMA USA A FAVORE DEI MATRIMONI GAY. La Corte Suprema degli Stati Uniti, ha dichiarato incostituzionale la legge del 1996 in difesa del matrimonio tradizionale: il Defence of Mariage Act (DOMA). La Corte afferma che non si può discriminare tra matrimoni etero e omosessuali in quegli stati (12 su 50),dove è consentito ai gay di contrarre matrimonio. Ovviamente negli altri 38 stati dove non sono consentiti, la sentenza della Corte Suprema non è applicabile. Gran parte del merito della storica sentenza va ad una donna lesbica Edie Windsor sposata nel 2007 in Canada, dove il matrimonio omo era consentito, con Thea Spyler che dal 1965 era la sua compagna morta di sclerosi multipla nel 2009. Edie oltre al dolore per la perdita della donna amata da oltre 40 anni, si trovò ad affrontare il fisco americano che, in base al famigerato DOMA, pretendeva dalla donna il pagamento di 360 mila dollari di imposte per poter ereditare la casa di Thea, somma che non avrebbe dovuto pagare se il loro matrimonio fosse stato riconosciuto valido. Ma Edie non si arrese ed iniziò una dura battaglia legale che ha portato la Corte americana a dichiarare incostituzionale il Defence of Mariage Act. La coraggiosa donna, che oggi ha 84 anni, è diventata così la beniamina dei gay negli USA.

OBAMA SU TWITTER: LOVE IS LOVE. Anche il Presidente Usa Obama, che ha fatto della difesa dei diritti degli omosessuali una sua bandiera nella campagna elettorale, ha manifestato su twitter il suo entusiasmo per "la decisione della Corte americana in difesa delle unioni omosessuali" che "è uno storico passo in avanti verso la parità dei matrimoni". Si è così preso una rivincita dopo essere
stato coinvolto nello scandalo delle intercettazioni illegali operate su larga scala dalla National Security Agency, la Nsa,  e che ha messo in seria difficoltà l'amministrazione del Presidente Afroamericano.

L'ENTUSIASMO DELLA COMUNITA' GAY ED IL DISAPPUNTO DEI VESCOVI AMERICANI. La comunità gay, che in America è molto attiva, ha festeggiato in tutto il paese per la sentenza a loro favorevole. Non dello stesso parere i vescovi cattolici americani che hanno giudicato sbagliata la decisione della Corte Suprema USA e hanno dichiarato in un comunicato che questo è "Un giorno tragico per il matrimonio e per la nazione". Per ironia della sorte è stato proprio un cattolico praticante, il giudice supremo Anthony Kennedy, che con il suo voto ha spostato l'ago della bilancia a favore degli omosessuali.

NESSUNA CONSEGUENZA IN ITALIA. E' impensabile che i politici italiani, di destra, di sinistra, di centro e lo stesso governo delle larghe intese, in questa legislatura, come nelle precedenti, possano affrontare il problema delle unioni omo. E' una facile profezia affermare che nel nostro paese,
dove la fecondazione eterologa, praticata nella stragrande maggioranza dei paesi civili, è vietata, una legge a favore delle coppie omosessuali difficilmente verrà alla luce in questa legislatura e forse anche nelle prossime. Tant'è che tutti i partiti politici nostrani, anche di ispirazione laica, si guardano bene dal proporre iniziative legislative sulla materia. Addirittura, con la sola encomiabile
eccezione della Sel, il cui leader è un omosessuale dichiarato, si guardano bene addirittura dal commentare la sentenza made USA.

Clemente Manzo

venerdì 28 giugno 2013, 08:46

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