Una lezione (vera) sull'arte dell'accoglienza: è così s'incentiva il turismo

Tre amici s'imbattono in un giovane francese piombato a Pescara dopo 5 mesi in giro per l'Europa. Lui promette che tornerà con i suoi amici perchè a Pescara si sta bene

Una lezione (vera) sull'arte dell'accoglienza: è così s'incentiva il turismo

UNA LEZIONE (VERA) SULL'ARTE DELL'ACCOGLIENZA. Un tempo il cittadino abruzzese, specie quello con due b, era considerato "forte e gentile". Col tempo, ahinoi, questa espressione centenaria e che da sempre ha caratterizzato le nostre genti, si è perduta. Varie sono le ragioni che elenchiamo a tratti e senza avere la presuzione di avere per forza ragione. Ma alcune, come la presunzione, hanno inciso più di altre. Perchè? Ci siamo sentiti nel corso del tempo, complice l'aumento del benessere economico più vicini alla gente del Nord invece che, più giustamente, appartenenti a quel ceppo italico caloroso, tipico delle popolazioni del Sud del mondo. Poi, la maleducazione. Spesso l'abruzzese che lavora a contatto con il pubblico, a cui chiedi un informazione o gestisce un'attività ricettizie (bar, ristoranti, stabilimenti balenari, baite in montagna, etc) non accoglie il forestiero, o turista che sia, nel modo corretto. Lo si schiva, non ci si socializza, se ne ha paura o, peggio, lo si tratta come un bancomat da svuotare fino all'ultimo centesimo. Tutto ciò è sbagliatissimo perchè viola le regole dell'accoglienza che sono il pilastro fondante del turismo, cioè il nostro petrolio.

LA STORIA VIA WHATSAPP. Per fortuna la storia che ci accingiamo a raccontare è completamente diversa. Parla di tre amici che, casualmente, si sono imbattuti in un tizio francese, mezzo giramondo, anche un pò strano il quale, dopo l'esperienza vissuta a Pescara, parlerà benissimo della nostra terra e, forse, contribuirà anche ad arrichirla. La riportiamo così come è, senza filtri, arrivataci via whatsapp. "Informo i miei concittadini ed i miei connazionali che ieri, dopo il lavoro, sono andato a farmi un vino in Ciarrocchilandia. Di lì passava un giovane Francesce proveniente da 5 mesi di interrail (attività molto diffusa in Francia) in giro per l'Europa a farsi le ossa per strada prima di iniziare l'università di Psicologia. Avvicinandosi a me ed ai miei "primati" di amici - come si avvicina di solito il Flanuer di Pescara Ettore Ghetti per una sigaretta - ha chiesto se c'era possibilità di passare la notte a casa di qualcuno (specificando di non potersi permettere di cacciare un euro). Gli si é offerto da bere (vino e Genziana), gli si é dato da magnà (frittata ignorante e pane nostrano), gli si é dato da dormire, gli si é fatta vedere la meravigliosa città di Pescara. Questa mattina prima di prendere l'ennesimo treno per la bella Toscana e continuare il suo viaggio, Alex il Franzoso ha ringraziato con un grande abbraccio tutti i giovani Italici che lo hanno trattato come si tratta un amico fraterno, ed ha informato che porterà altri amici a Pescara (specificando a sue spese)...il nostro dovere da cittadini di Pescara e da cittadini Italiani é stato fatto! La prossima volta che vedete uno straniero passare per la città e Vi chiede qualche informazione siate da subito disponibili e sorridenti, e magari se ci esce offritegli anche un vino di umili pretese: creerete più turismo Voi che certe nostre istituzioni!".

Per noi di Abruzzo Independent non c'è nulla da aggiungere...

Redazione Independent

giovedì 29 gennaio 2015, 16:03

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Tags:
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